Mesa 'oche

"Pianu e a pagu a pagu, cun una òghe amorósa..."


Piano e a poco a poco, con una voce amorosa. Il Vocabolario Sardo Logudorese - Italiano di don Pietro Casu (Berchidda, SS, 1878-1954) alla voce "amorósu" dice testualmente: amoroso, benigno, buono. Piano e a poco a poco, con una voce buona. Quando ho ascoltato per la prima volta Paolo Angeli cantare questi versi, ho pensato che stesse narrando di un addio. E in effetti il suo canto è triste, non è un canto di allegria. E a me sembra dica che nell'addio c'è una forma di Bellezza così difficile da comprendere per gli esseri umani, da rendere necessario condurre l'addio in questo modo, per poterla ammirare: piano e a poco a poco, con una voce buona. Secondo il Casu, in Logudorese, cioè nel Sardo più colto, quello che ha sempre affiancato il Latino nella storia della Sardegna, "Pianu" si traduce in italiano con "piano" anche inteso con il significato di "a bassa voce". A bassa voce e a poco a poco, con una voce buona. Mio padre, andandosene, mi ha detto addio così, esattamente così. Ci ho pensato tanto, dopo, con consolazione, perché ho sempre avuto paura, fin da bambina, del lato cupo, spento e violento dell'addio, di ogni addio e per reazione, forse per ribellione, ho messo quasi subito fra le mie convinzioni quella che l'addio sia un saluto mesto e non la fine. L'addio porta in sé l'eternità. Nessuna delle cose cui si dice addio finisce davvero. Finiscono le abitudini, le consuetudini, alcune certezze, ma il saluto mesto è come un gesto lungo, lento, che porta l'altro, colui che se ne va, molto lontano nel tempo a venire, nella nostalgia. Altrimenti non si dice addio, si ignora, si guarda altrove. La Lingua Sarda è una delle lingue del mondo capaci di descrivere ogni respiro dell'umanità, ogni percezione dell'animo umano. Con sintesi straordinaria, che stilla dalle affermazioni, dalle domande, dalle considerazioni come Filosofia. Le parole in Sardo sono gocce di colore a tempera, basta sfiorarle e si sfanno in mille rivoli di significato, oppure ne hanno uno solo, per servire la Verità. Il Vocabolario di don Pietro Casu è una tavolozza, una tela Divisionista e Impressionista. Basta leggere una definizione per vederla emergere. Nei versi, autentici, meravigliosi versi, cantati da Paolo Angeli c'è l'articolo indeterminativo "una". Cerco la definizione sul Casu e leggo: 

una: avv. una, insieme. Una cummegus, cun isse, cun sos cumpagnos insieme con me, con lui, coi compagni. | Tot’in una improvvisamente. Tot’in una l’hapo ’idu ruendhe all’improvviso l’ho visto cadere. | Andhare una cun Deu andar con Dio. | In una in una: no tremesit sa terra in una in una? (Delogu Ibba). | Cust’est una! quest’è bella! | It’est una, it’est una? indovina, indovina! Si premette agli indovinelli. | A sa una all’una. S’una posca ’e mesanotte l’una dopo mezzanotte.

 insieme. Come dire che il Tutto è Femminile. Andhare una cun Deu, come dire che Dio, il Tutto, è Madre.







Commenti

Anonimo ha detto…
Bellissime parole. Analisi degna del DES di Leopold Wagner. Con un velo di sentimento in più.
Ms
red ha detto…
Ms: Grazie! Sei davvero troppo gentile,il richiamo a Wagner è davvero troppo per me, però il sentimento......be', amo la Sardegna con un sentimento che non teme confronti! Grazie di scrivere :)