Pennellate a scatti

(particolare)

Purtroppo l'immagine intera del dipinto di Antonio Ballero in copertina di questo libro non è reperibile in rete. È un olio su cartone, 16 x 24,6, intitolato "I gabbiani", anno 1929. Ho cercato a lungo, senza successo. È un peccato davvero, perché il dettaglio scelto per la copertina non è assolutamente in grado di raccontare la grande bellezza di questo piccolo dipinto. L'ho incontrato sfogliando un'altra monografia su Ballero e mi ha colpito moltissimo, perché mi ha fatto subito pensare alla raccolta di fotografie che questo straordinario pittore scattò nei primi anni del Novecento e che si possono ammirare in rete nella raccolta Fondo Ballero, sul portale Sardegna Digital Library. 
Il collegamento è stato immediato, perché avevo già notato, scorrendo le foto di Ballero, che alcune sono come dipinti, ma non avevo ancora trovato nessun dipinto suo che parlasse a sua volta come una fotografia. Ed eccolo qui. Non sono in grado di tradurlo in parole, se avessi potuto pubblicare l'immagine del dipinto intero le mie parole sarebbero state del tutto superflue. Tuttavia non ho trovato quell'immagine e allora provo a descrivere, chiedendo perdono in anticipo per la presunzione e per l'inesattezza della mia visione. La tavola è interamente dominata da quelle nozze fra cielo e mare che si vedono oltre la figurina. Accanto a questa ce n'è un'altra, del tutto simile, eppure straordinariamente differente. Non è per i tratti del viso, o per l'espressione, ma per la posizione dell'intera figura, che appare più minuta, o più indietro rispetto alla sua compagna. Inoltre ha il capo rivolto in direzione del pittore, leggermente chino con una morbidezza che sembra avere un suono, ma anche questo partiolare, pur esprimendo una bellezza silenziosa e ricercata, non è la ragione della forza fotografica di questo dipinto. Io credo che tutto stia nel modo in cui le due figure tengono il capo. Una in funzione dell'altra. La figurina a sinistra è come fissa, quella di destra si volge di lato. Intorno i gabbiani confondono le ali con le onde del mare e con le tese dei copricapi delle due monachine ed è proprio la loro presenza a svelare il segreto di questo dipinto, perché i due copricapi, che ricordano le loro ali, sembrano tracciare due traiettorie, una fissa, diritta, impeccabile; l'altra imprevedibile, sorprendente come una virata su una corrente ascensionale. Il colore tasmette infinite percezioni, l'aria prima di tutto, il rumore e il profumo del mare, i verso degli uccelli che non possono essere altro che gabbiani d'altura, il respiro lieve delle due figurine che si avvicinano, o spiccano il volo anche loro, come lo fa un'orazione o un pensiero. Pubblico anche una delle splendide fotografie di Ballero che essendo integra parla da sola, dice a voce alta il grande talento di questo straordinario pittore di fotografia.

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