foglietti sparsi

 Kiro


In una siepe di pitosforo, battuta dal vento e dalle mareggiate, tra i rami lividi e nodosi intrecciati alla rete arrugginita, un gattino stanco ed affamato soffia e mostra disperatamente gli artigli: ha freddo e i continui attacchi dei gatti adulti lo hanno definitivamente messo k.o. Il vento di fine ottobre fischia quasi gelido fra i rami, il pelo ancora rado del gattino si apre in ciuffi scomposti che ne lasciano intravvedere la pelle rosea di cucciolo. Ogni tanto smette di soffiare e chiude gli occhi, esausto, mentre la testa gli pesa come un sasso e lui rischia di scivolare a terra addormentato... ma sa che non può, perchè sarebbe immediatamente assalito dai gatti adulti, così riapre gli occhi a fatica e malfermo sulle zampe oppone la sua strenua resistenza. Improvvisamente si accorge che i gattacci, che fino a quel momento ha visto passare avanti e indietro incessantemente in cerca di un varco nella siepe, non ci sono più... è esausto, ma gli sembra di non sentire neppure i loro lamenti guerreschi , ne' l'acre odore della loro supremazia territoriale. Prendendo coraggio cerca di uscire dal suo angolino, ma non sente più forza nelle zampette, è solo, stanco, affamato, rassegnato ad una silenziosa fine. Poi qualcosa di caldo e confortevole, che lui non sa ancora essere una mano, lo estrae dal suo nascondiglio gelato; il piccolo gatto esausto fa appena in tempo a percepire il calore buono di quella mano, poi si addormenta sfinito, mentre intorno scende la sera. Dorme così profondamente da non accorgersi di venire adagiato delicatamente in un confortevole cestino... e continua a dormire per due giorni interi.

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