Una barchetta di carta

Joaquin Sorolla y Bastida, Rompeolas de San Sebastiàn (1915)

Se questo blog fosse di carta, sarebbe più semplice. Non mi ritroverei a chiedermi se è davvero solo mio, se sono davvero io la sola a poter disporre del suo destino. L'ho sfogliato a lungo, rileggendo: non sono più in queste pagine, non lascio pezzi di me qui. In compenso se chiudo impedisco a ciò che è stato di continuare a esistere. Ho pensato ad alcune persone che mi hanno detto grazie per questo posto, e mi è sembrato di non aver più il diritto di chiudere. Così ho deciso di lasciarlo aperto, visibile a tutti. Faccio finta che sia di carta e lo piego in forma di barchetta e poi lo lascio andare. È giusto così.

dieci anni

Paul Cezanne, Maison dans la campagne aixoise (1886)


Sono passati dieci anni da quando ho aperto questo blog. Dieci anni di fughe attraverso le stanze e di incontri con tante persone che sono passate da qui. Tutto è cambiato da allora, così tanto che mi chiedo se abbia ancora senso scrivere qui. Ho davvero ancora bisogno di volare via? Ho davvero ancora un posto da cui voler volare via? Il tumore mi ha aiutato a fare ordine: metodo drastico, ma evidentemente non ne avevo altro. Credo sia giusto chiudere questo posto. È come una vecchia casa in cui ho abitato. Mi ha dato molto, mi ha aiutato, perfino protetto, proprio come una casa, ma ormai abito altrove e non ha più senso tornare qui. Niente messaggi per i viandanti, però, niente traslochi. Spegnerò le luci, chiuderò porte e finestre. Addio Fuga di stanze, e grazie per tutto il bene.