mercoledì 22 gennaio 2014

Gioconda

Monna Lisa

Ieri sera ho visto su un canale televisivo francese un bellissimo documentario su Venezia. Titolo: " Ils vont sauver Venise", salveranno Venezia, e quel pronome, "Ils", era decisamente personale e con funzione di soggetto. Il filmato infatti era un collage di diversi modi, molto personali, molto veri, di altrettanti veneziani altrettanto veri, di salvare un pezzetto di Venezia dalla morte annunciata;  così c'era una contessa ristoratrice per passione e per capacità tutta italiana di reinventare il suo patrimonio culturale e familiare; il proprietario di un palazzo sul Canal Grande in lotta con l'erosione dell'acqua salsa; una campionessa di voga con i suoi piccoli allievi del campo estivo cui insegnare ad essere un pochino veneziani; un giovane campione sportivo con il suo progetto di creare un giardino su una delle isole aabbandonate della Laguna; una libraia camminatrice col suo progetto di mostrare la Venezia vera; i veneziani in protesta attiva contro l'ingresso delle grandi navi nel bacino di San Marco. Le immagini erano splendide, persino quelle che mostravano il traffico autostradale che agita il Canal Grande, persino quelle che ritraevano i turisti spiaggiati come otarie sui gradini della " Madonna della Salute". Nonostante questo, però, per la prima volta non ho pensato solo a Venezia ammirandole, ma all'Italia intera o meglio: a noi italiani e alla nostra attuale condizione culturale, perchè è chiaro: sostenere Venezia, restaurarla, difendere le sue fondamenta millenarie, per un veneziano è prima di tutto sostenere e conservare la propria identità. E poi è incredibile quanto Venezia sia oggi l'immagine più esplicita dell'italianità, non solo vista da fuori, ma soprattutto da dentro. Gli ultimi venti anni del nostro Paese sono stati una festa in costume: maschere e champagne nei saloni affrescati, luccicanti di vetri e di dorature, di specchi solo leggermente macchiati dal tempo. Gli echi della spensieratezza, delle musiche inebrianti, degli scherzi villani si potevano sentire ancora, fino a poco tempo fa, smarriti all'incrocio dei corridoi, dei canali, dei rii italici e c'è chi giura che erano meglio, molto meglio del silenzio assordante che ne è seguito e che ancora ci stordisce. Siamo un Paese di gente in preda ad un drammatico dopo-sbronza. Molti hanno già superato la fase di intontimento, spinti da necessità impellenti che non lasciano troppo tempo all'indecisione; altri, più sfortunati perché vittime di postumi asintomatici, ancora soffrono di nostalgia, ancora guardano verso quei saloni illuminati, mentre la marea di bottiglie rotte, di " scoasse" ineluttabili galleggia quasi al livello del ritratto dell'ultimo grande Doge. Qualcuno insiste nel dire che è stato tutto un gioco, uno scherzo di Carnevale: bautte veneziane, maschere che nascondono servi e padroni in una promiscuità che si crede democrazia, in un'illusione che si nutre di fantasia. E tanta ce ne vorrà, di fantasia, per ripulire i ponti, le pietre, la graniglia veneziana ricoperta di pattume. Ci vorrà coraggio per scendere sotto il livello di un'acqua putrescente, marcia, a riconsolidare fondamenta millenarie, perchè l'idea di identità non si sbricioli sotto il calpestio frenetico dello scoccare della mezzanotte. Sarà come stare su una caorlina davanti alla mostruosa stazza di una nave da crociera, e dimostrare un altro teorema della Verità. Oppure vendere tutto: la nostra Storia migliore, la nostra capacità innata di impastare Bellezza farina acqua e sale, il nostro genio ed anche la nostra preziosa fantasia, la nostra "italianità" e poi, molto più tardi, cercarla e trovarla conservata nei musei degli altri, intatta, grandiosa e soffrire e lamentarci e piangere come noi soli, in tutto il mondo, siamo capaci di fare.


 

2 commenti:

Costantino ha detto...

Sono sempre più convinto che salvaguardare il patrionio artistico e culturale italiano è il miglior modo per recuperare dignità e, oltertutto,lavoro.
lavoro che non può riprendere con la,ipotetica, ripresa della cementificazione.
Questa ripresa nasce solo, credo, dal far capire ai ragazzi quanto siano importanti la cultura e l'arte.
Accompagnarli a vedere gli affreschi e le Madonne delle Chiese,le belllezze naturali,i vecchi ponti romani che resistono contro tutti e tutto.

Elio ha detto...

Lo ho visto anch'io e mi è piaciuto, anche perché sono un veneziano espatriato in Francia. Grazie a Costantino scopro questo tuo bel blog di testi e di musica, due cose che mi piacciono molto. Un caro saluto ed alla prossima.