giovedì 4 luglio 2013

In love with Shakespeare (20)

Domenichino
La Sibilla Cumana
Roma, Musei Capitolini
( Image: Wikimedia Commons )


Sonnet 76


Why is my verse so barren of new pride,
So far from variation or quick change?
Why with the time do I not glance aside
To new-found methods, and to compounds strange?
Why write I still all one, ever the same,
And keep invention in a noted weed,
That every word doth almost tell my name,
Showing their birth, and where they did proceed?
O! know sweet love I always write of you,
And you and love are still my argument;
So all my best is dressing old words new,
Spending again what is already spent:

   For as the sun is daily new and old,
   So is my love still telling what is told.



 


Sonetto 76

Perché il mio scrivere è così disadorno di nuova bellezza,
Così distante da una grammaticale  o musicale variazione?
Perché secondo il tempo altrove non mi scaglio
Verso un nuovo stile, e opposti neologismi?
Perché ancora ne scrivo, e solo e ancora di questo,
E insisto nell'inventare la bellezza che è già nota,
Così che ogni parola dichiari del tutto il mio nome,
Mostrandone l'ascendenza, e da dove essa provenga?
Oh! Sappi amore che di te solo scrivo,
E tu e Amore per me il solo argomento siete;
Così nel rivestire di bellezza vecchie parole sta ciò che io sono,
Spendendo ancora generosamente ciò che ho già speso:

Poiché come il sole ogni giorno si fa nuovo e vecchio ,
Così è il mio bene nel dire ancora ciò che è detto.

Traduzione red

2 commenti:

Achab ha detto...

Ciao Red,una lettura piacevole,grazie.
Ti auguro di passare una meravigliosa estate.
Un bacio.

Carolina ha detto...

Meraviglioso soneto.
Saluti!