domenica 23 giugno 2013

Variazioni

Il mio amico G mi parla spesso della clandestinità. Lui utilizza questo termine per definire tutte quelle cose, piccole o grandi, sicuramente belle e personali, che assapora quotidianamente mentre conduce la sua vita. Mi piace molto questa parola, malgrado sia ormai utilizzata per indicare una condizione triste, dolorosa, dove l'invisibilità è dimenticanza, alienazione, inesistenza di un individuo. Il mio amico G, autorevole nel conferire nuova vita a certe parole, considera clandestino tutto ciò di positivo che inaspettatamente arriva dalla vita, dalle ore di un giorno, dai minuti di un'ora. Questo mi ha fatto pensare alla musica e ad un certo modo di cantarla, metafora molto facile riferita alla vita. La vita è senza dubbio uno spartito ed è meravigliosa, diversa per ognuno nonostante le note siano sempre le stesse. La clandestinità di cui mi parla G potrebbe essere individuata nelle variazioni che la voce può concedersi rispetto allo spartito: variazioni bellissime, improvvisate, uniche e irripetibili, da eseguire sul momento con fiducia e senza paura. La vita, per quanto piena e bella, ha delle pause mute.


 
Bobby Darin  Mack The Knife

2 commenti:

Soffio ha detto...

Pause mute, sì ma non di silenzio

Costantino ha detto...

I più grandi amori,le più belle fiabe, i sogni più arditi, i desideri più intensi, e se fosse questo la clandestinità?