venerdì 2 marzo 2012

"Dolce e chiara è la notte e senza vento....."




Dolce e chiara è la notte e senza vento,
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna. O donna mia,
Già tace ogni sentiero, e pei balconi
Rara traluce la notturna lampa:
Tu dormi, che t’accolse agevol sonno
Nelle tue chete stanze; e non ti morde
Cura nessuna; e già non sai né pensi
Quanta piaga m’apristi in mezzo al petto.
Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno
Appare in vista, a salutar m’affaccio,
E l’antica natura onnipossente,
Che mi fece all’affanno.
(.........................)

Giacomo Leopardi    Canti
da La sera del dì di festa (1820)



Fryderyk Chopin
Berceuse in re bemolle maggiore Op 57 (1843)
Jayson Gillham   piano
jaysongillham

2 commenti:

enzorasi ha detto...

Fin da ragazzo il lirismo mi sbigottiva: sentivo che c'era da sempre e che la sua sublime perfezione era solo un manifestarsi improvviso alla nostra mente che sorda e cieca proprio non voleva saperne. Ancora oggi credo che la poesia sia un tramite senza tempo verso un altro tempo, che sia l'occasione che si presenta talvolta a ricordarci chi siamo e come siamo.
Non importa se siano versi scritti o note musicali, quel che conta è l'emozione che riescono a smuovere dentro.

red ha detto...

Nelle tue parole c'è sempre un'immagine che mi colpisce particolarmente, inaspettatamente nella musicalità delle tue considerazioni, che sono solo da leggere e assaporare. Mi colpisce e mi porta ad interrompere il silenzio attento con cui ti leggo e che sarebbe la risposta migliore da parte mia.
"il lirismo...sentivo che c'era da sempre....": questa frase è così...complessa, composita nel suo significato, che per adesso riesco solo a percepirne la profondità ed immergermi in essa e nei pensieri che ne derivano. Con gratitudine.