venerdì 2 dicembre 2011

A Pesaro, ".....senza Baedeker....."


Arrivammo a Pesaro che era mattino inoltrato. Fu estremamente facile trovare l'albergo, situato nelle immediate vicinanze del teatro. Era una mattina fresca di fine agosto e la via che conduceva all'albergo era quasi deserta. Pesaro mi apparve, vista da lì, come una città di mare a fine stagione, un po' scolorita per il troppo sole, echi di feste consumate nelle calde serate, echi di arrivederci alla prossima estate. Ma questa sensazione, un po' malinconica in verità, durò molto poco. Non trovo altra immagine, ugualmente efficace, per descrivere il primo vero incontro con la città: devo paragonare il nostro arrivo nel centro di Pesaro all'apertura di un sipario. Superata la muraglia di palazzi moderni che separava l'albergo dalla piazza del teatro, si aprì ai nostri occhi una scena del tutto opposta a quella che ci aveva accolti al nostro arrivo in città. Tutto il centro storico, da Piazza Lazzarini lungo via Branca fino a Piazza del Popolo era un brulicare di gente, un mare di abiti colorati, visi dai tratti orientali, nord europei. Un vociare sommesso sembrava allagare la piazza e via Branca si srotolava davanti a noi come un multicolore tappeto ondeggiante. Forse per via del fatto che quasi tutte le persone attorno a me avevano fra le mani il libretto di una delle opere previste per quella edizione del Rossini Opera Festival o forse a causa delle espressioni distese e sorridenti dei volti, la scena che mi si apriva davanti mi sembrò la rappresentazione teatrale di un atto unico, che avrebbe potuto intitolarsi "L'attesa". Cominciammo a camminare quasi senza deciderlo, attratti e poi trasportati da quel fiume in elettrica trepidazione. Scendevamo lungo via Branca, senza esitazione, incrociando sguardi del tutto simili ai nostri, che cercavano nei nostri occhi la tacita conferma di non essere i soli, la reciproca rassicurazione che sarebbe presto arrivata la sera e con essa la magia di Rossini. Ma intanto era quasi mezzogiorno. I tavolini dei locali lungo il nostro percorso cominciavano a popolarsi, i sorrisi a farsi più larghi, più convinti. Avevamo deciso di non prendere informazioni circa un buon ristorante in cui ritemprarci al nostro arrivo. Avevamo deciso di metterci nelle mani di Rossini. Eravamo a Pesaro per cercare le sue tracce, per ascoltare la sua musica nella sua terra, eravamo certi che si sarebbe preso cura di noi, in ogni senso. Così, proseguendo la nostra passeggiata senza una meta certa, catturati dalle architetture e dall'atmosfera pre-festival, che faceva somigliare il centro storico di Pesaro al foyer di un teatro lirico, ci spingemmo con curiosità ormai, per varie ragioni, visionaria sotto il volto di un' antica casa, affacciata su Piazza del Popolo. Oltre l'arco, dopo un breve vicoletto si apriva una minuscola corte, quasi del tutto occupata dalla struttura rialzata e coperta del dehors di un ristorante.......

(continua.....)


 
Gioacchino Rossini   Il Barbiere di Siviglia
"Ecco ridente in cielo......"
Rockwell Blake   (sublime) tenore

6 commenti:

adamus ha detto...

Molto bello come descrivi Pesaro, sembra di viverla. Sei entrata subito in sintonia con la città natia di Rossini e l'amore per la musica Ti ha guidato.
Io a settembre sono stato a Roma e come Te ho girovagato per la città 4 giorni,senza nessuna guida, io mia moglie , 2 abbonamenti per metropolitana e una piantina della città. Esperienza fantastica.

Bello il video,grazie del post. Buon weekend, un abbraccione.

red ha detto...

Sì, ricordo un bellissimo post su un tuo viaggio a Roma..probabilmente proprio quello di cui parli...leggendolo avevo percepito la tua emozione e la libertà di entrare nella magia di una città con i tuoi passi e i tuoi occhi...scritto con la tua consueta bravura.

Sereno dicembre Adamus, a te e tutti i tuoi cari, un grande abbraccio

Costantino ha detto...

Sto scoprendo Pesaro adesso,molto di più di quando ci sono andato
di persona.
Alcune sensazioni simili le ho provate anch'io;non saprei raccontarle così bene come fa tu,ma mi ci ritrovo e le condivido.

red ha detto...

Costantino......grazie!
Buon fine settimana

ariodante76 ha detto...

Ciao Red,
How rich your description of this cultural mecca! I cannot help but think of the bazaar scene of one of my favorite operas, Lakme. There must have been a palpable excitement in the air, generated by people of so many walks of life, all gathering for the grand Rossini spectacle. How apt, that you should abandon yourself to the festival spirit, without a guide.

"Tanti affetti in tal momento"

Daniel

red ha detto...

Dear.......

"...mi si fanno al core intorno, che l'immenso mio contento io non posso a te spiegar..."

.....un abbraccio, in crescendo...