martedì 29 marzo 2011

Conversazione dei sensi (II)


Vermeer non è innamorato di Griet e lei non lo è di lui. Ho avuto la fortuna di ammirare un'infinità di tele, tavole, lamine di rame, pareti incise, sulle quali sono state dipinte dai più grandi maestri della Pittura volti di donna o ritratti di gentiluomini intenti a dimostrare la propria levatura sociale e culturale. In tutti ho avvertito la sensazione  di stare di fronte a qualcuno che ha incaricato un pittore perché lo ritraesse, per comunicare con chi osserva il dipinto, nel tentativo di rendere possibile la propria idea di immortalità. Gli occhi dell'osservatore che incrociano lo sguardo di Agnolo Doni, o dell'uomo col turbante di Van Eyck, sanno di doversi preparare ad un dialogo segreto, in cui il pittore è solo un tramite, un mezzo di comunicazione fra il soggetto del quadro e chi ne gode la bellezza. Lo sguardo di Griet, invece, non è diretto a me, non parla ai miei occhi o al mio cuore, non chiede di comunicare alcunché. La sensazione più forte che ho provato la prima volta che l'ho ammirato, seppure non dal vero, è stato l'imbarazzo di trovarmi al posto di qualcun altro. Griet si rivolge direttamente a  Vermeer, articolando un discorso complesso e ricco di sfumature, espresso in una sintesi sublime, in un dialogo già concluso, lontano nel tempo, ma talmente intenso che mi sembra di avvertire la presenza del Maestro davanti alla tela. Dopo aver compreso questo, mi sono ritrovata a domandarmi in cosa consistesse il loro meraviglioso parlare. Per un certo tempo ho ceduto alla tentazione di pensarlo un romantico colloquio amoroso, fra due persone distanti socialmente  e incapaci, per via delle regole dettate dal loro tempo, di avvicinarsi più di così, come se in questo dipinto fosse racchiusa tutta la loro intimità. Avrebbe potuto essere una teoria accettabile: nel dipinto si avverte moltissimo il carattere femminile del viso ritratto; la tela è la donna, giovane, bella, unica visione nel buio da cui emerge come un miracolo della Creazione. La figura maschile è il tratto, la pennellata che ha disegnato i contorni del viso, evidenziato la delicatezza delle labbra socchiuse e la purezza dello sguardo profondo; questa tela mi appare come un atto d'amore fra un uomo e una donna, ma la totale mancanza di riferimenti alla figura dipinta, di particolari che ne descrivano il carattere o i sentimenti più intimi, mi porta a pensare che fra questi due esseri, indubbiamente uniti, ci sia stato qualcosa di più grande, di più prezioso...e forse la perla è stata scelta proprio per dichiararlo. Ecco allora il segreto di questa tela...ecco in cosa consiste la sua commovente semplicità: è la rappresentazione pittorica, l'unica che io conosca, di un momento sublime nella vita di un uomo e di una donna, un momento raro e prezioso...le loro differenze si annullano, la rispettiva percezione dell'amore si assottiglia, per lasciare il posto ad un istante di pura condivisione della stessa sfumatura di bellezza, vista con gli occhi dell'anima e così intensamente da non poter essere espressa che con un tratto pittorico semplice, immediato, su uno sfondo che è il tutto e l'assenza del tutto allo stesso tempo, così come il nero è la somma di tutti i colori e l'assenza degli stessi. Un incontro di anime che hanno visto lo stesso cielo, raggiunto la stessa altitudine, percepito la dolcezza dello stesso viaggio...nel tempo e nello spazio di una tela dipinta.

8 commenti:

bocchigliero oltre...... ha detto...

Il dettaglio riesce sempre ad andare Oltre, e insieme ad un'anima sensibile,come la tua, crea l'armonia e la serenità tanto cercata in questo peregrinare, errando per le strade della vita solo ed escusivamente per conoscersi....e Oltre

red ha detto...

Piero..grazie per le tue parole...mi piace moltissimo essere capita...
un sorriso dal cuore, buona giornata, Red

`·. ̧ ̧.· ́ ́ ̄`··.Giusy.·`·. ̧ ̧.· ́ ́ ̄`· ha detto...

Che delicatezza questo post...racchiude l'essenza di te...
Condivido con bocchigliero oltre.
Ti stringo.

red ha detto...

Grazie Giusy..ti abbraccio e mi prendo tutta la dolcezza della tua stretta. Un sorriso

Cavaliere oscuro del web ha detto...

C'è molto da imparare nei tuoi post;cultura allo stato puro.Saluti a presto

red ha detto...

Sei troppo gentile Cavaliere Oscuro ... davvero troppo...un sorriso

achab ha detto...

Ciao Red,molto bello e presentato con grande classe il tuo post,
alle volte è un piccolo dettaglio o un particolare che ci cattura,veniamo presi come da un invisibile laccio,o forse è il vibrare delle nostre anime.
Buona serata.

Un bacio.

red ha detto...

Buongiorno Achab... adorabile commento, grazie, un sorriso