lunedì 21 febbraio 2011

Il tortello alchemico - 2

Gli affreschi del Parmigianino nella Rocca Sanvitale a Fontanellato (PR)

















Questa storia estremamente affascinante mi sta mettendo appetito, non saprei dire se più di conoscenza o di bollito... quindi provvedo ad entrambi, tanto per non farmi mancare nulla. Il bollito accompagnato dalle verdure è un sogno... fuori fa freddo, anche se il sole brilla e si riflette sull'acqua sonnolenta del fossato che circonda la Rocca. Diana sta per scendere nelle dolci acque del ruscello, che nascosto scorre nel folto del bosco, il povero Atteone non è ancora giunto nelle vicinanze e ancora non sa del suo destino. Già... Atteone. Perchè la scelta di affrescare una stanza segreta al primo piano? Non era più logico privilegiare il piano nobile? Pongo questa domanda al mio colto commensale, che in effetti mi conferma l'originalità di questa decisione. :- Ma quando visiterai lo studiolo - mi dice - capirai che tanto l'opera dipinta quanto la sua collocazione sono caratterizzate fortemente dalla segretezza: l'affresco raffigura Diana che si bagna di nascosto nelle acque di un ruscello, celato anch'esso nel folto di un bosco. Se vogliamo fare riferimento alla tradizione greca, da cui ci arriva una delle due versioni di questo mito, Atteone scorge la dea e nascostamente la osserva. Ovviamente viene scoperto e, per punizione, trasformato in cervo e fatto sbranare dai suoi stessi cani.-
:- E l'altra versione?- chiedo, mentre un sorso di Lambrusco mi riconcilia definitivamente con il resto del mondo :- L'altra versione è tramandata da Ovidio nelle "Metamorfosi", ma in questa l'elemento predominante è la casualità: Diana casualmente si bagna nel folto di un bosco in cui è in corso una battuta di caccia; Atteone casualmete la scorge, perché si imbatte nella dea mentre esplora il bosco e, dopo essere stato scoperto e trasformato in cervo, viene sbranato dai suoi cani che semplicemente non lo riconoscono e lo credono una preda -  Molto interessante, ma quando comincia a parlarmi di Giordano Bruno già non lo seguo più... :- Giordano Bruno legge il mito di Diana e Atteone come una metafora della ricerca della conoscenza - mi spiega sorridendo - e questa interpretazione è ancor più ermetica...qui i cani da caccia sono i pensieri, i desideri... e la metamorfosi trasforma Atteone nell'oggetto amato, desiderato: la preda ambita - La mia curiosità adesso è davvero tanta, non vedo l'ora di ammirare gli affreschi dello studiolo non solo perché amo lo stile inconfondibile del Parmigianino, ma anche perché tutte queste spiegazioni e introduzioni alla lettura del motivo mitologico che li domina mi hanno lasciato la sensazione di stare per aprire un magnifico libro, ricco di immagini splendide, che illustrano le molte chiavi di lettura di una storia personale. A proposito di storia personale :- E l'evento funesto? - chiedo al mio commensale :- La morte del piccolo figlio dei signori della Rocca di Fontanellato è strettamente legata all'affresco, la ritroverai sottintesa in tutta l'opera dipinta e ti sembrerà di essere davvero davanti ad un racconto dal duplice significato: il castigo di una dea che descrive in modo simbolico un "castigo" più doloroso e reale e la disperata ricerca del suo significato più vero, per il raggiungimento della preda ambita...la pace interiore -
:- Che ne dici di una fetta di torta alle noci?-


Il mito di Diana e Atteone 
Affreschi della Rocca Sanvitale, Fontanellato (PR)

3 commenti:

Sile ha detto...

Mi piace la torta alle noci.
Un abbraccio da Sile

Lara ha detto...

Un finale commovente.
Anche e non solo per la torta di noci :)
Quante letture diverse di un medesimo mito!
Grazie per questo post, e buon lunedì.
Lara

red ha detto...

Ciao Lara, grazie per il commento molto vivo, come sempre. Buon lunedì anche a te!