Maigret e il gatto

Gino Cervi e Andreina Pagnani, il signore e la signora Maigret


Piove. Sembra che siamo nuovamente in "allerta arancione", ma non riesco a tenere presente l'inquietudine e le scomodità che questa condizione comporta. Piove ed è bellissimo. Piove ed è come ricevere una risposta tanto attesa. E poi da qualche settimana in casa c'è un gattino. Anche lui come noi adora starsene davanti al fuoco acceso. La prima volta che ha visto la fiamma divampare all'improvviso fra i ciocchi di castagno non ha mostrato alcuna paura, sebbene non avesse mai visto niente del genere prima, anzi mi è sembrato di cogliere una specie di ammirazione nei suoi occhietti attenti, come se mi riconoscesse una dote speciale, la capacità misteriosa e inspiegabile di compiere un prodigio. Siamo noi due soli quando si ripete questo rito e lui siede sulle zampette posteriori, accanto a me, e osserva i miei gesti con diligenza, come se si preparasse a ripeterli da solo. È venuto al mondo da poco e in malo modo, ma è un gatto vero e di grande intelligenza. Da qualche giorno ho notato che qualcos'altro sembra piacergli in modo particolare ed è la voce di Gino Cervi che interpreta Maigret. Alla prima scena di un episodio qualunque si dispone come se volesse ascoltare, ma quando le riflessioni di Maigret riempiono l'aria si lascia scivolare nel ritmo inimitabile, straordinario della recitazione di Cervi e si addormenta. Dorme per tutto il tempo un sonno molto particolare, senza un movimento, senza cambiare posizione. Posso capirlo, anche una parte di me che non so presentare fa lo stesso ascoltando Maigret. Così posso dire che ascoltiamo insieme, nello stesso identico modo, con in più la struggente irrequietezza di non sapere, nessuno dei due, come dirlo all'altro.

2 commenti:

Carmine Volpe ha detto...

ho gradito molto il racconto di Maigret e del gatto, curioso ma interesante

red ha detto...

Buonasera, la ringrazio molto per avermelo fatto sapere.