mercoledì 3 agosto 2016

Scrivo di Sardegna

Scrivo di Sardegna, poco in rete, molto sulla carta. Ormai la mia scrittura si rivolge solo a lei, come se fosse questo l'unico modo per noi due di parlare. Non la conosco ancora abbastanza, non so quasi nulla di lei, anche se lei, per tutto il nostro tempo fino qui, si è lasciata guardare e toccare, accogliendomi in cento modi diversi. Inspiegabilmente lei, al contrario, sa tutto di me. Soprattutto sa come dirmi le cose che aspetto, svelandomele a poco a poco, come se capisse che cinquant'anni non sono un tempo troppo lungo, sono il tempo che mi ci è voluto per arrivare. Sa come mi entusiasmo facilmente, come scoppia dentro di me la malinconia e non ne ha paura. Sa che lascio il sentiero per avvicinarmi a un sasso, o per seguire un richiamo che per chiunque altro sarebbe inesistente, e mi invita a perdermi, o modula paziente cento volte quel richiamo, così che io non smetta di ascoltarlo. La gente che sta sulla sua terra è tanta e varia, non saprei descriverla, ma so che molti sono parte di lei, sono come alberi nati da una sola grande radice in mezzo al mare, e il sale che la intride percorre le innumerevoli diramazioni come una linfa e arriva sulla terra e la spacca, e fa dolorosi i monti e pena la danza, che non è mai solo allegria. Forse è per questo che parliamo, perché in lei c'è una bellezza sofferente e sofferta, un chiaroscuro di ombre nel sole; io so che lei comprende la profonda tristezza della mia felicità.


corra de screu


8 commenti:

orso - homine de su marghine.. ha detto...

non la conosci abbastanza bene come dici tu, ma sei entrata in sintonia come tutti i sardi che la amano,grazie per tutto quello che scrivi della Sardegna, una terra che da tanto e si fa amare.
grazie per la foto.
ciao. francesco

Costantino ha detto...

Tornerò a leggere con calma e con attenzione di questa terra a me sconosciuta.
(Anch'io preferisco blogger : per poter "postare" - mai avrei pensato di usare questo neologismo - occorrono conoscenza, attenzione, riflessione, ricordi ) .
Un saluto ed un augurio di buon ferragosto.

Anonimo ha detto...

Hai proprio ragione: l'universo sardo (naturale, tradizionale, culturale, artistico, etc.) "non è mai solo allegria". Qualsiasi manifestazione umana o fenomeno ambientale, porta con sé il peso - a volte leggero, a volte antico, a volte spinoso - di una ferita, di una rivalsa, di un addio irrisolto.
Poche terre sanno aspettare come la Sardegna. Forse per via della sua origine remotissima. Ci vuole tanta capacità di silenzio e di osservazione per catturare l'essenza di pomeriggi assolati scanditi da cicale quasi assordanti e di notti immobili in compagnia dei grilli. E ci vuole molta pazienza per aspettare la felicità che ti può regalare una malinconia.
La Sardegna sa cosa significa brindare con calici colmi di lacrime.
MS

red ha detto...

Grazie a te Francesco, per avermi permesso di utilizzarla, è una foto bellissima, molto rappresentativa di quello che volevo dire.Un saluto.

red ha detto...

Grazie Costantino, per i tuoi commenti e per i pensieri, per le riflessioni che contengono e offrono. Buon ferragosto :)

red ha detto...

Grazie MS, è commovente l'amore che senti per la tua Isola. Ci sono sardi che sono fatti della loro Isola, ne sono parte, non solo perché lì sono nati, non solo per esserci cresciuti. E' qualcosa di più e traspare dalle loro parole, dal modo di spiegare i pensieri. Atzeni era così. Salvatore Satta lo era. Dal tuo modo di raccontare la Sardegna, credo che anche tu sia così. Grazie di raccontare. E di leggere. Un saluto

Anonimo ha detto...

https://vimeo.com/147986602

MS

red ha detto...

@ MS


Grazie...