Il tempo da non perdere, il tempo non perso




Adoro le persone che scrivono qui. Sono intelligenti, sensibili, concrete, sognatrici, in una parola belle. E belle sono le loro riflessioni, i frammenti di respiro che lasciano qui. Sono come ponti sospesi e leggeri: ci sali su e capisci che da lì si vedono cose pesanti, lontane, vicine, sotto di te o sopra. Ora, ad esempio, leggendo i vostri pensieri, Soffio e Anto, ho davanti uno di questi meravigliosi ponti invisibili.....ma prima di imboccarlo vorrei ringraziarvi per la bellezza che traspare dalle vostre parole. I vostri "commenti" sono riproduzioni fotografiche di ciò che avete sentito, trattenuto in un pensiero veloce e sono diverse, profondamente e meravigliosamente diverse. Le tue parole, Doc, hanno la sfumatura particolare che assume un oggetto bianco, un telo bianco, alle prime luci del giorno in una casa buia. L'hai notato anche tu? Sai quando lasci le persiane, le imposte, spalancate dalla sera prima e al primo chiarore entra una luce particolare...e gli oggetti bianchi hanno una specie di splendore mesto, che dura un istante, un respiro, poi è sopraffatto dalla doratura del sole...Questo splendore mesto esiste in ogni cosa, credo. In ogni cosa che induca alla meraviglia. La percezione della sua esistenza deriva, credo, da un breve istante di dolorosa consapevolezza del proprio limite, che avvolge l'anima prima che questa si lasci incantare dalla bellezza. Lo prendo con me, nel percorrere il ponte: è un regalo prezioso averlo trovato nelle tue parole, lo tengo stretto e lo porterò nelle mie.
L'immagine che hai lasciato tu, Anto, risplende di una sfumatura profondamente diversa, ma non è della sua luminosità dorata, rosea, di pesca davvero, che desidero parlare. Mi ha colpito ancora di più come tieni in te quell'attimo, come lo descrivi...si può vedere ogni cosa. Si può guardare ogni dettaglio insieme a te. E poi il mondo che passa sulla strada a rovescio...è come dire l'orologio che gira al contrario e fa dire a una bimba: perché non vai avanti e più veloce, e fa dire a una donna: perché non torni indietro ancora un po'. Anche questo dettaglio corrisponde a un colore, separato da quello della pelle abbronzata, delle righe colorate, delle dita piccoline che tengono saldamente una pesca incipriata d'estate. È uno splendore irrequieto, lampi disordinati, che sembrano quelli di un temporale indeciso. Li porto con me, perché anche questi bagliori fanno parte del bagaglio di cui ho bisogno per attraversare il mio ponte.
Se immaginassi che il Tempo non è il mio limite ma la mia compagnia, tutto sarebbe diverso. Probabilmente ammetterei finalmente che nascere, crescere, invecchiare, sono traguardi nella conoscenza di questo compagno. Fondamentale conoscere con chi si viaggia e con lui, il Tempo, io sto praticamente 24 ore su 24. Facciamo tutto assieme, senza timore di darci fastidio, solo io a volte.....fatico a capire certe sue abitudini, certi meccanismi che tira fuori mentre disfa i bagagli ad ogni nuova destinazione. È incredibile come la parola " mancanza " ricorra nei miei discorsi quando parlo di lui. Non so se mi ascolta, se se ne accorge, ma davvero è la parola " mancanza" a rimanere sola, alla fine, presa nel setaccio delle mie riflessioni. Non rifletto sempre su di lui. Lo faccio molto più di frequente su me stessa e sebbene la mancanza sia riferibile solo a me, al mio rapporto con me stessa e ciò che ho attorno, lui c'entra sempre. O forse è solo il suo modo per dirmi che siamo insieme. Ad ogni tappa di questo viaggio, compiuta fin qui, ho setacciato pensieri e ho trovato mancanze. Mancanze differenti e tutte molto sentite, impossibili da ignorare. Tempo fa credevo che l'ultimo tratto del mio viaggio, salvo improvvise interruzioni, sarà determinato proprio dalla mancanza di questo prezioso compagno. Ritarderà, mi dicevo, salterà gli appuntamenti fino a dimenticarsi di me, mi volterò e di colpo capirò di non averlo più vicino. Ultimamente, però, mi rendo conto che potranno essere altre cose a mancare: gli abbracci, ad esempio. Chissà com'è essere abbracciati e abbracciare da vecchi.....la pelle si assottiglia, diventa quasi trasparente. Deve essere bellissimo sentire un abbraccio, oppure il vento o il sale di una mareggiata. Fa pensare che sia come sentire con l'anima, con la propria sensibilità interiore, che ha pelle anch'essa, questo lo so, e terminazioni nervose che la fanno increspare per una gioia o per un dolore. Se riuscirò ad immaginare il Tempo come mio compagno, gli chiederò di insegnarmi a sentire con la giusta intensità, quando arriveremo là.

Commenti

Paolo ha detto…
Uno scritto colmo di osservazioni acute e piene di poesia. Chapeau.
Soffio ha detto…
Cosa ho fatto per meritare tutto questo?? eppure a volte occorre stropicciarsi gli occhi e accettare anche di dare quello che non pensi di aver dato, quando hai solo creduto di prendere un pò vergognosamente. L'Anima é ciò che ci tiene distinti, quanto al tempo che corre rapido, rapidissimo....un giorno saprò e quel giorno spero di avere sufficiente dignità. Prima ne posso disquisire facendo finta di saperne qualcosa. Grazie per questo bellissimo post e per quanto di tuo sai comunicare, é un esempio per chi legge. Una piccola grande cosa preziosa nel mare della paccottiglia
Anto ha detto…
Ehm...

guance rosse e brividini sulla schiena... grazie Red per tutto quello che sai dare.
Anto ha detto…
Red ti ho postato sul mio blog, era troppo bello questo tuo scritto e me lo sono portato via. Volevo dare qualcosa di veramente bello da leggere a chi passa dall'Isola di E'riu

Un abbraccio forte forte A
Red è così,
emoziona sempre
un abbraccio
Anonimo ha detto…
Sontuoso. Da copia-incolla nel computer e, soprattutto, nella testa.
Congratulazioni, livelli sempre altissimi.
Ms
red ha detto…
@ Paolo: grazie per le tue parole davvero troppo generose, un caro saluto.

@ Soffio: meriti Doc, altroché se meriti! Mi scrivi per favore il link al tuo nuovo sito? Non so trovarlo o forse non ho capito come. Un abbraccio

@ Anto: è un grande onore per me! Grazie per il vero forte abbraccio di parole e ed emozioni!

@ Poesando e Artisticando: Massimo!!! È una gioia immensa trovare il segno del tuo passaggio da qui! Grazie di farlo ancora e con la stessa forza con cui io ti porto nel cuore. Un abbraccio fortissimo che arrivi fino a te!

@ Ms: Grazie dal profondo del mio cuore e della mia ostinazione a scrivere. Le tue parole hanno un valore particolare per la mia scrittura: la incoraggiano dai primi passi che ha fatto qui. Non so come dirti grazie in modo adeguato, ma scriverò con più forza e con gratitudine e forse è il modo migliore.