giovedì 24 novembre 2011

Crescendo Rossiniano

Conservato presso la Galleria di Palazzo Pitti 
Firenze

Ogni volta che ripenso ad un viaggio che ho fatto, di qualunque tipo esso sia, non posso fare a meno di chiedermi da dove è iniziato. E' una riflessione abbastanza recente, fattasi strada forse in coincidenza con il mio ultimo trasloco. Prima di questo, infatti, i miei viaggi avevano sempre, come inequivocabili riferimenti una località di partenza ed una di destinazione. Un orario di partenza e uno di arrivo. Ma l'ultimo trasloco ha cambiato molte cose e fra queste anche la mia attenzione ai dettagli che sono la cornice, più o meno percepita, di un viaggio. Posso così affermare, senza alcun dubbio, che il mio viaggio verso Pesaro, alla ricerca della più autentica atmosfera Rossiniana, è iniziato nell'inverno del 1992. Questa data è molto importante per me; è un vero spartiacque fra due modi di sentire l'Opera, di goderne la bellezza; segna l'istante preciso in cui ho dichiarato il mio amore incondizionato ed eterno all'Opera Buffa e a Rossini. Prima di quel pomeriggio d'inverno del 1992, l'Opera per me era un universo affascinante, nel quale mi muovevo un po' alla cieca, cambiando direzione per istinto. Conoscevo le Opere principali di Verdi, Donizetti, Rossini, ma avevo di tutte una percezione letteraria. Non avevo mai assitito ad una rappresentazione in teatro, Violetta era soprattutto un personaggio femminile dalla vita tormentata e il Barbiere di Siviglia cantava solo la sua cavatina. Poi.........(e qui prego chiunque legga di sentire la solennità del momento) venne quel freddo pomeriggio del 1992. Che fosse una giornata freddissima lo ricordo perché, contrariamente agli altri pomeriggi di festa, decisi di rimanere a casa. Dopo pranzo vennero a trovarmi alcuni amici carissimi e trascorremmo il pomeriggio  chiacchierando. Ricordo che la tv era accesa e all'improvviso si fece silenzio: sullo schermo stava svolgendosi la vicenda amorosa della bella Rosina, del suo Conte sotto mentite spoglie e di un Barbiere sivigliano davvero intraprendente.  Era un allestimento del Barbiere di Siviglia a cura del Teatro Regio di Torino, del 1991: Raquel Pierotti e Bruno Pola vestivano i panni della bella Rosina e di Figaro.

Raquel Pierotti   Bruno Pola
        (Rosina)      (Figaro)     
Il Barbiere di Siviglia
Torino, Teatro Regio, 1991

Il Conte d'Almaviva alias Lindoro era uno stupefacente tenore americano, Rockwell Blake, che non avremmo più abbandonato....Il tutore, Don Bartolo, era interpretato da un eccellente Enzo Dara. Fu una folgorazione. Buio in sal....otto e silenzio assoluto. Quello che ci rapì e costrinse a rimanere inchiodati davanti allo schermo, noi frequentatori di discoteche, tutt'altro che melomani, furono le disavventure tragicomiche dei protagonisti della storia, la bravura degli interpreti, la luminosità dorata delle scene, l'atteggiamento divertito e rilassato dei cantanti e soprattutto lui.........Rockwell Blake. 
Ecco: il mio viaggio verso Pesaro cominciò proprio quel pomeriggio, dal divano del mio  confortevole salotto in penombra, catturata da Rossini per sempre; innamorata di Rossini......in crescendo........

Fine Atto Primo, Sipario!

Dedicated to my dear friend Daniel

9 commenti:

grigioazzurro ha detto...

è sempre belle capire come è nata una passione, immaginarne i contorni, come tutto questo diventi un viaggio, il suo punto di partenza... Complimenti per il racconto red.. Buona serata!

red ha detto...

Grazie grigioazzurro,
sai...ho da sempre la convinzione che quando in noi nasce una passione, nasciamo di nuovo anche noi con essa...grazie per l'attenzione con cui mi ascolti. Un forte abbraccio...

ariodante76 ha detto...

Dear Lory,
First and foremost, my heartfelt gratitude for the dedication, and for bringing to life that moment of operatic discovery. My love affair with opera did not begin until my mid-twenties, thanks to one close to my heart, who shared their passion and extensive love of the art form. I remember, as a teenager, believing that opera was very rigid, perhaps too formal. I soon discovered a very rich ambiance, an infinite variety of genres, interpretations, vocal colors, etc. The very first Italian opera that I attended was Nabucco, with Maria Guleghina as Abigaille, and Samuel Remy in the title role.

I invoke the great Marilyn Horne, who once wrote, "I'd like to think that I did as much for Rossini, as he did for me. Somehow, I don't think so." Undeniably, Rossini was a musical genius, and the world would not be the same without his operas!

Thanks again, dear friend,

Daniel

ariodante76 ha detto...

... and thanks for your special recognition of Rockwell Blake! Today, we are lucky to have an equally gifted tenor, Juan Diego Florez.

red ha detto...

Thanks to you, dear and...do not unpack! The journey has just begun....

Un abbraccio

achab ha detto...

Ciao Red,bellissimo post.
Ti auguro una serena domenica.
Un bacio.

Costantino ha detto...

Non ho purtroppo una grande conoscenza delle Opere di Rossini.
Mi ha avvinto il tuo modo di raccontare l'incedere della tua passione per l'Opera di Rossini,un racconto con la caratteristica del "crescendo rissiniano"-
Conosco ed apprezzo molto Pesaro,di cui ricordo le maioliche dei Musei Civici,i portali delle chiese,il Teatro dedicato al grande musicista,il Palazzo Ducale.
El il mare.

red ha detto...

Ciao Achab,
grazie, grazie per buona parte della serenità di questa domenica!
Buona serata e un sereno inizio di settimana
Un bacio

red ha detto...

Ciao Costantino,
le maioliche...sì..indimenticabili colori! E il Teatro....Il mare, così differente rispetto al mio...Pesaro è davvero una città affascinante.
Grazie per il crescendo.....da amante di Rossini ne sono onoratissima!
Un caro saluto e un abbraccio a Giada