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This one's for you........


Due persone al telefonino.

Gene: Come stai?
Lake: Molto bene. E tu? Stai bene?
Gene: Sto tremendamente bene. E tu?
Lake: Davvero bene. Sto davvero bene.
Gene: Mi fa piacere.
Lake: A parte...oh lo sai...
Gene: Lo so.
Lake: A parte...oh sai....
Gene: Sì che lo so. Ma a parte questo...?
Lake: Che mi dici di te?
Gene: Oh sai.... tutto considerato....
Lake: lo so. Ma a parte questo...?
Silenzio
Gene: Scusa. Ti ho perso.
Lake: Che intendi dire?
Gene: Ti...ti ho perso.
Lake: No, non mi hai perso....Sono proprio qui dov'ero.
Gene: Comunque, dov'eravamo?
Lake: Scusa?
Gene: Voglio dire....a parte tutto...come stai realmente?
Lake: Tremendamente bene.
Gene: Beh di sicuro sembri stare bene.
Lake: Sto bene...a parte....oh lo sai...
Gene: Sì, lo so.
Lake: Ma tu stai bene... comunque.
Gene: Sto meravigliosamente bene, ad essere onesto.
Lake: Mi fa davvero piacere.
Gene: A parte...lo sai...
Lake: Ma a parte ciò....
Silenzio
Gene: Come?
Lake: A parte questo...come stai veramente?....A parte questo?
  
Indira Varma and Jeremy Irons  
Harold Pinter "Apart From That"
Traduzione Red

This post is for you, reading me everyday from the States.....I hope you'll enjoy it. I was asking myself...... shall you ever write me a word.......? I mean, apart from........

Un sorriso......

"...ma non permetto mai che un altro si permetta!"



VALVERT: Aspettate. Vado a complimentargli della sua faccia il vanto. Voi! Voi avete un naso che è grande. Tanto!

CIRANO: Tanto.

VALVERT: Ha!

CIRANO: Basta?

VALVERT: Sì.

CIRANO: Ah no. Non è molto, messere. Ce n'erano, oh Dio, ce n'erano a volere. Variando il tono dire per esempio, sentite: Aggressivo - se avessi per naso un monolite io me l'abbatterei sulla pubblica piazza. Amichevole - deve sguazzarvi nella tazza, munitevi di giara quando voleste bere. Descrittivo - è una rocca, è un picco, è un belvedere, che dico un belvedere, penisola, altroché. Curioso - a cosa serve quell'oblungo canapé? Nasconde uno scrittoio? Oppure un portaombrelli? Grazioso - Amate forse a tal punto gli uccelli che padre, sposo e amante, offrite una torretta perché vi si ristorino dal becco alla zampetta? Catastrofico - quando, signore, voi pipate, gli sbuffi dal naso vengon fuori a folate, non vi gridano intorno: "S'è incendiato il camino"? Cortese - se la testa vi inciampa in quel gradino, attento a non cadere e lasciarci le cuoia. Dolce - dovete alzarvi una minima tettoia, se no il color nasale al sole si sbiadisce. Saggio - "Solo una bestia," Aristofane ammonisce, "chiamata ippocampelefantocamaleonte, può avere tanta carne sull'osso sotto fronte." Drammatico - è un Mar Rosso, quando ha l'emorragia. Ammirativo - oh, insegna di gran profumeria! Lirico - è una fontana, e voi siete Tritone? Naif - il monumento quand'è in esposizione? Militaresca - carica con la cavalleria! Pratico - lo infiliamo in qualche lotteria? Non v'è dubbio, signore, sarà il premio più grosso. E parodiando - Piramo, piangente a più non posso: "Ecco quel naso che del volto del padrone distrusse l'armonia! Ne arrossisce il fellone!" Ecco che cosa più o meno avrei sentito se di lettere e spirito foste stato munito. Ma di spirito voi, bel saccone di pelle, non ne aveste un sol alito, e di lettere quelle con cui si scrive la parola "Scarafaggio". Aveste per ipotesi avuto poi il coraggio di provocarmi in pubblico, in piena galleria, servendovi di simile, amara allegoria, non sareste riuscito a balbettar l'inizio della metà di un suono, perché io mi delizio di dirmele da me, facendone anche incetta, ma non permetto mai che un altro si permetta.



La stessa scena...secondo Steve Martin

Brano tratto da Cyrano de Bergerac, Edmond Rostand, TestoDigitalGreg

"Se tu lasciassi indietro l'anima moschettiera..."




CIRANO: Così son combinato. Spiacere è il mio piacere. Amo essere odiato.

LE BRET: Se tu lasciassi indietro l'anima moschettiera, la fortuna e la gloria.

CIRANO: Sai dirmi in che maniera? Andar sotto padrone? Cercarmi un protettore? E come oscura edera che ha l'albero tutore, e s'appoggia arrampicandosi e leccandogli la scorza, potrei salir da furbo, e non invece a forza? No, grazie. Dedicare in ogni scartafaccio dei versi ai finanzieri? Mutarsi in un pagliaccio, sperando di vedere, sul labbro di un ministro, lo spasmo di un sorriso un po' men che sinistro? No, grazie. Banchettare ogni giorno da un pidocchio? Avere il ventre logoro dalle marce, e il ginocchio più prestamente sporco nel punto in cui si flette? Rendermi primatista in dorso-piroette? No, grazie. Riconoscere talento ai dozzinali? Plasmarsi su ogni critica che appare sui giornali? E vivere sognando: "Oh, sento già il mio stile percorrere le bozze del Mercurio mensile"? No, grazie! Fare calcoli? Tremare? Arrovellarsi? Preferire una visita a un paio di versi sparsi? Stendere delle suppliche? O farsi commendare? No, grazie. No, grazie! No, grazie!! Ma cantare, sognare, ridere. Splendido. Da solo, in libertà. Aver l'occhio sicuro, la voce in chiarità. Mettersi se ti va di sghimbescio il cappello, per un sì, per un no, fare un'ode o fare un duello. Fantasticare, a caccia non di gloria o di fortuna, su un viaggio a cui si pensa, sulla luna! Se poi viene il trionfo, ebbene fatti suoi, ma mai, mai diventare un "come tu mi vuoi". E se pur quercia o tiglio davvero non si è se vuoi proprio non alto, ma farcela da sé.

LE BRET: Di orgoglio e di ironia tu te ne fai un proclama, ma almeno sottovoce dimmelo che non t'ama.

CIRANO: Taci.


Music: Francesco Guccini, Cyrano

"Son nelle vostre mani, il foglio è la mia voce..."



<< La lettera d'amore, che in me ho scritto e corretto /cento volte fino a quando tutto fosse perfetto, / e che mettendo l'anima e il foglio insieme accanto, / basterebbe in un attimo ricopiarla soltanto. / Son nelle vostre mani, il foglio è la mia voce, / l'inchiostro è il mio sangue, la lettera è la foce. / Giuro che in tutto il mio corpo corre la febbre, / giuro che innanzi a voi grida il mio cuor trafitto, / e se i baci potessero inviarsi per iscritto / li leggereste con le vostre labbra ebbre. / Lontan da questo mondo cupo, plebeo, bugiardo, / esisterà un paese per cuori di riguardo. / Lontan da questo mondo amaro e senza amore / esisterà un paese per l'altro nostro cuore. >>



Painting: Jan Vermeer

"...Io non sono che un'ombra, voi l'eco di un'aurora..."

Cirano di Bergerac
di
Edmond Rostand

Atto III ...sotto il balcone...
...
ROSSANA: Eccellente. Però perché parlate lento in questa maniera, così esitante, dite?
CIRANO: I veli della sera…
CRISTIANO: Che?
CIRANO: … per scostarli, del vostro orecchio alla scoperta.
ROSSANA: Ma quello che io dico trova la strada aperta.
CIRANO: Arriva tutto e subito? Ah, forse c'è una spia: è il mio cuore, che batte e indica la via. E il vostro orecchio è in secca, e io ho il cuore che tracima. Poi le vostre parole scendono, fanno prima. Le mie, salendo, tardano ad arrivare in alto.
ROSSANA: Ma da qualche momento mi prendono d'assalto.
CIRANO: Dopo un po' di ginnastica hanno fatto l'abitudine.
ROSSANA: Io vi parlo in effetti proprio da un'altitudine.
CIRANO: Certo, e mi uccidereste se, da codesta altezza, voi mi colpiste al cuore lanciandomi un'asprezza.
ROSSANA: Vengo giù.
CIRANO: No!
ROSSANA: Salite allora voi, qui, presto!
CIRANO: No!
ROSSANA: Perché no?
CIRANO: Lasciatemi coglier questo pretesto dell'occasione che qui ci offre il potersi parlare sì dolcemente, così.
ROSSANA: Senza vedersi?
CIRANO: Ma sì, è incantevole, ci indoviniamo appena. Voi sentite un mantello che del nero si svena, io intravedo un biancore di veste che vapòra. Io non sono che un'ombra, voi l'eco di un'aurora. E immagino di non avervi mai parlato avanti…
ROSSANA: È vero, i vostri toni erano meno stimolanti.
CIRANO: Sì, perché nel buio che mi va proteggendo io oso essere me stesso e oso… Stavo dicendo? Ah, non so, è così tutto… scusate l'emozione… così delizioso, così nuova occasione.
ROSSANA: Così nuova?
CIRANO: Sì, d'essere sincero. La paura di essere dileggiato contro di me congiura.
ROSSANA: Dileggiato?
CIRANO: Ma… per uno slancio. Sì, il mio cuore del mio spirito sempre si veste per pudore. Ah, lo spirito è inutile in amore! È da canaglia prolungare in amore l'inutile battaglia. Il momento poi viene, senza un ripensamento, e rimpiango coloro a cui non tocca un tal momento, quando sentiamo in noi che un amore nobile esiste e che anche un lieve cenno lo può rendere triste.
ROSSANA: Sì, il momento è questo e ci offre ora il suo frutto. Che cosa mi direte? ...




Testo



" Il ne me reste qu'à mourire, maintenant..."

 


Le anatre, però...


Sotto la nostra finestra scorre un torrentello, che in periodi di pioggia come questo s'ingrossa ed accoglie piccoli stormi di anatre bellissime e chiassose. Anche oggi, malgrado il tempo cupo, le anatre sono qui, a ravvivare queste tediose giornate. 
Le giornate autunnali... te le ritrovi fuori dalla porta all'improvviso; spazzate dal vento che s'intrufola nei colli delle giacche ancora leggere, bagnate di pioggia cocciuta che sembra voler lavare via anche il sole... In giornate come queste mi viene voglia di incontrare George ed Emil, i protagonisti della commedia di David Mamet " The Duck Variations" (1972); così mi vesto, prendo berretto e sciarpa e mi avvio verso il parco, il "loro" parco: eccoli, sono seduti sulla solita panchina, davanti al lago, ad osservare le anatre e a discutere dell'esistenza umana e del suo significato. Li raggiungo rapidamente e mi siedo lì vicino, abbastanza per poter ascoltare le loro dissertazioni sulle leggi che regolano l'universo e la vita , l'amicizia e la morte. Li ascolto e nelle loro parole ritrovo un po' del mio buon senso. Emil e George adorano trascorrere il tempo sulla loro panchina, guardare le geometrie acquatiche delle anatre e chiacchierare... hanno una casa, ma ogni giorno la lasciano in fretta per sedersi davanti a quel lago e ricapitolare la vita.  E' un buon posto per osservare il mondo... un buon posto.