Claude Monet, Route à La Cavée, Pourville 1882





 Ci sono dipinti dentro ai quali vorrei abitare, camminare, respirare, anche inciampare e cadere, stare ferma, immobile, a guardare dal vero i colori che sento.
Joseph DeCamp, The Cellist


Nella voce del violoncello c'è ualcosa che ricorda la voce umana, da appena svegli. Fa pensare al primo mattino, quando le strade sono ancora semi deserte e silenziose. A proposito di strade, mi sono persa, un po'. Niente angoscia da non ritorno, ma un lieve smarrimento, sì. Sento che non c'è niente di negativo o drammatico in questo, anche se fatico a considerarlo utile. Non credo sia un cambiamento, non uno in particolare. Credo più probabile un riordino. Scrivo come un violoncello e intanto cerco la giusta posizione.





Leali


John William Waterhouse
Studio per Ninfe che trovano la testa di Orfeo
(1900 ca)


Si ha bisogno degli altri, questo l'ho capito. Ho scacciato a lungo questa verità, pensando che fosse soprattutto espressione di vulnerabilità, o della paura di essere soli. Ora che so di essere stata sempre sola e di come questa solitudine mi sia stata amica, posso vedere molte altre sfumature nel colore intenso di questa affermazione. Ci sono persone con cui ti sembra di parlare da sempre. Le incontri e le parole scorrono da sole, come se sapessero già che direzione prendere. E tutto questo accade in un istante. Non fosse così ricorrente fra gli esseri umani, non fosse così universale questa specie di miracolo, nessuno sarebbe in grado di definirlo e tanto meno di comprenderlo. Così come sono infiniti i modi in cui si ha bisogno degli altri, lo sono anche i modi in cui gli altri fanno qualcosa per noi. Ci sono persone, ad esempio, che raccontandoti sé stesse sembra che ti chiedano chi sei. Parlano della loro vita, cercano di descriversi, ma è come se ti dicessero raccontami di te, mi interessa. È un talento, una specializzazione della sensibilità. Parlare di sé e far sentire l'altro atteso, interessante, importante. In questo momento una persona così mi è passata accanto, vicinissima e si è fermata a parlare con me. È una persona di grande bellezza e di grande talento. Racconta della Pittura che è la sua essenza, la sua espressione più vera e mentre ne parla si sente nelle sue parole qualcosa che lascia meravigliati, si sente la lealtà che prova per la propria "voce" fatta di segni e colori. Raccontandomi di sé e dei suoi dipinti mi ha chiesto di parlarle di me e io, cominciando a raccontare, mi sono resa conto che non so farlo. Provo una gratitudine profonda per questa persona. Vorrei scusarmi se a chi leggerà sembrerà non importarmi più di tanto essere chiara in ciò che ho scritto, essere compresa. Desideravo solo fermare questa verità su un foglio e lasciarla in giro, perché sia letta.