giovedì 15 agosto 2013

Il tempo da non perdere, il tempo non perso




Adoro le persone che scrivono qui. Sono intelligenti, sensibili, concrete, sognatrici, in una parola belle. E belle sono le loro riflessioni, i frammenti di respiro che lasciano qui. Sono come ponti sospesi e leggeri: ci sali su e capisci che da lì si vedono cose pesanti, lontane, vicine, sotto di te o sopra. Ora, ad esempio, leggendo i vostri pensieri, Soffio e Anto, ho davanti uno di questi meravigliosi ponti invisibili.....ma prima di imboccarlo vorrei ringraziarvi per la bellezza che traspare dalle vostre parole. I vostri "commenti" sono riproduzioni fotografiche di ciò che avete sentito, trattenuto in un pensiero veloce e sono diverse, profondamente e meravigliosamente diverse. Le tue parole, Doc, hanno la sfumatura particolare che assume un oggetto bianco, un telo bianco, alle prime luci del giorno in una casa buia. L'hai notato anche tu? Sai quando lasci le persiane, le imposte, spalancate dalla sera prima e al primo chiarore entra una luce particolare...e gli oggetti bianchi hanno una specie di splendore mesto, che dura un istante, un respiro, poi è sopraffatto dalla doratura del sole...Questo splendore mesto esiste in ogni cosa, credo. In ogni cosa che induca alla meraviglia. La percezione della sua esistenza deriva, credo, da un breve istante di dolorosa consapevolezza del proprio limite, che avvolge l'anima prima che questa si lasci incantare dalla bellezza. Lo prendo con me, nel percorrere il ponte: è un regalo prezioso averlo trovato nelle tue parole, lo tengo stretto e lo porterò nelle mie.
L'immagine che hai lasciato tu, Anto, risplende di una sfumatura profondamente diversa, ma non è della sua luminosità dorata, rosea, di pesca davvero, che desidero parlare. Mi ha colpito ancora di più come tieni in te quell'attimo, come lo descrivi...si può vedere ogni cosa. Si può guardare ogni dettaglio insieme a te. E poi il mondo che passa sulla strada a rovescio...è come dire l'orologio che gira al contrario e fa dire a una bimba: perché non vai avanti e più veloce, e fa dire a una donna: perché non torni indietro ancora un po'. Anche questo dettaglio corrisponde a un colore, separato da quello della pelle abbronzata, delle righe colorate, delle dita piccoline che tengono saldamente una pesca incipriata d'estate. È uno splendore irrequieto, lampi disordinati, che sembrano quelli di un temporale indeciso. Li porto con me, perché anche questi bagliori fanno parte del bagaglio di cui ho bisogno per attraversare il mio ponte.
Se immaginassi che il Tempo non è il mio limite ma la mia compagnia, tutto sarebbe diverso. Probabilmente ammetterei finalmente che nascere, crescere, invecchiare, sono traguardi nella conoscenza di questo compagno. Fondamentale conoscere con chi si viaggia e con lui, il Tempo, io sto praticamente 24 ore su 24. Facciamo tutto assieme, senza timore di darci fastidio, solo io a volte.....fatico a capire certe sue abitudini, certi meccanismi che tira fuori mentre disfa i bagagli ad ogni nuova destinazione. È incredibile come la parola " mancanza " ricorra nei miei discorsi quando parlo di lui. Non so se mi ascolta, se se ne accorge, ma davvero è la parola " mancanza" a rimanere sola, alla fine, presa nel setaccio delle mie riflessioni. Non rifletto sempre su di lui. Lo faccio molto più di frequente su me stessa e sebbene la mancanza sia riferibile solo a me, al mio rapporto con me stessa e ciò che ho attorno, lui c'entra sempre. O forse è solo il suo modo per dirmi che siamo insieme. Ad ogni tappa di questo viaggio, compiuta fin qui, ho setacciato pensieri e ho trovato mancanze. Mancanze differenti e tutte molto sentite, impossibili da ignorare. Tempo fa credevo che l'ultimo tratto del mio viaggio, salvo improvvise interruzioni, sarà determinato proprio dalla mancanza di questo prezioso compagno. Ritarderà, mi dicevo, salterà gli appuntamenti fino a dimenticarsi di me, mi volterò e di colpo capirò di non averlo più vicino. Ultimamente, però, mi rendo conto che potranno essere altre cose a mancare: gli abbracci, ad esempio. Chissà com'è essere abbracciati e abbracciare da vecchi.....la pelle si assottiglia, diventa quasi trasparente. Deve essere bellissimo sentire un abbraccio, oppure il vento o il sale di una mareggiata. Fa pensare che sia come sentire con l'anima, con la propria sensibilità interiore, che ha pelle anch'essa, questo lo so, e terminazioni nervose che la fanno increspare per una gioia o per un dolore. Se riuscirò ad immaginare il Tempo come mio compagno, gli chiederò di insegnarmi a sentire con la giusta intensità, quando arriveremo là.

domenica 11 agosto 2013

" Che tanto il tempo passa anche sotto ai sofà..."

Photo Paolo

È la notte di San Lorenzo e cadono stelle. Cadono attimi lucenti, rapidissimi, inafferrabili. Poco fa, guardando il cielo stellato e limpido come un mare pieno di perle mi sono chiesta quanti attimi si possano misurare nel corso di una vita. Questa foto, che unbrivido mi ha permesso di pubblicare con la sua consueta gentilezza e disponibilità e per la quale lo ringrazio di cuore, è la misura di un attimo. Magnifica unità di misura. Questo fiore, ormai del tutto sbocciato, ha vissuto questo attimo, assunto questa forma, frusciato in modo inudibile nello svolgere i suoi petali come un ventaglio. Mi ha riportato al tempo in cui avevo il privilegio di misurare anche gli istanti. Li fissavo nel distendersi delle foglie nuove o nel loro accartocciarsi. Le giornate erano fatte di un tempo grande, grossolano, spesso, fatto di ore misurate dalla luce più che dalle lancette di un orologio. E poi c'erano gli istanti. Non potevo seguirli tutti, uno dopo l'altro, avrei dovuto essere da sola e non lo ero, però certi giorni di particolare tempo atmosferico uscivo di casa, facevo pochi passi, e un immenso calendario di istanti mi si apriva di fronte. Vedevo il tempo saltare da una foglia al balzo di un insetto, dall'ombra di un ramo allo spuntare e ingrossare di un germoglio di rosa. Rientravo a casa con addosso la sensazione di essere un animale lentissimo, quasi immobile, disorientato da tutto quel brulichio di gesti e mutamenti che su di me non erano tracciabili. Potevo starne al passo soltanto col pensiero, non col corpo. Credo sia per questo che mi piace pensare, utilizzare il pensiero per scandire il tempo, il mio tempo. Ogni tanto arriva una ruga, lentissima, a ricordarmi che il tempo passa anche su di me. Questo mi inorgoglisce molto.
Grazie u...


Paolo Conte  Fuga all'inglese
antoniomike 

giovedì 8 agosto 2013

" Ma dimmi tu dove sarà...dov'è la strada per le stelle..."

Sestri Levante, Baia del silenzio vista " dai frati "
Photo Margherita/Paola


Non mi piace poi molto stare distesa sulla sabbia ad arrostire al sole. Mi piace stare in acqua, esplorare il fondale attorno agli scogli con maschera e boccaglio, camminare affondando i piedi fra i sassolini di ardesia e diaspro rosso della mia spiaggia preferita. L'altra sera, seduta su uno scoglio a fare scorta degli ultimi raggi di sole, mi sono resa conto che il momento che amo di più è quando la gente lascia la spiaggia, poco prima che il sole scopmpaia dietro il promontorio. A partire da quel momento e per poco tempo la spiaggia assume un colore particolare, riflettendo il verde del cielo e il calore assorbito durante il giorno. In quel breve lasso di tempo sembra una casa: è calda, accogliente, sicura. persino il mare sembra pensarla così, perché poco prima delle 19 si prepara a questo momento, rallentando le onde, controllando il respiro come un monaco in meditazione. Da ragazzi questo era il momento esatto in cui si decideva di non tornare a casa per cena. e il momento esatto in cui qualcuno tirava fuori una chitarra e si cominciava a cantare. Non saprei definire adesso cosa credevamo di essere, noi seduti in cerchio sui sassi ancora caldi, ma di sicuro eravamo felici. Un po' come se fossimo stati anche noi parte di quel momento perfetto, in cui il mare era calmo, calmo il calore del sole, calma l'aria della notte in avvicinamento, calmo il mondo intero. L'altra sera, seduta sullo scoglio, ho guardato la gente lasciare la spiaggia poco distante e ho aspettato che quel momento, quel breve spazio di tempo sospeso, tornasse. Ed è tornato. Anzi, direi che è sempre stato qui. Anche quella felicità.

Vorrei dedicare questo pensiero a Dario e al gruppo Tavernacustica, per esprimere loro il mio affetto e perchè ascoltando le loro cover e i loro brani il cerchio di voci sulla spiaggia si fa più vivo che mai. Grazie...