martedì 27 settembre 2011

"Giovanna, ho dei rimorsi..." Julia Novikova e Vittorio Grigolo



Ritorno nel Primo Atto del Rigoletto di Bellocchio, per accostare alla scena creata dal regista le mie emozioni. L'entrata in campo del Duca ha richiamato alla mente una tela di Paris Bordon in cui il pittore veneto ha ritratto una coppia nell'istante intimo dell'abbraccio. La somiglianza del Duca di Mantova con l'uomo del dipinto rende ancor più simili le due scene e certamente ha reso più intensa la mia emozione, al cospetto di questo spettacolare e curatissimo allestimento. Qui solo l'emozione parla...nessuna ricerca simbolica o iconografica, solo la resa intensa e autentica di un impulso amoroso, espresso con la forza e l'impeto propri della pittura.


Mantova , 4-5 set 2010 Rai
Rigoletto Placido Domingo
Gilda Julia Novikova
Il Duca di Mantova Vittorio Grigolo
Sparafucile Ruggero Raimondi
Maddalena Nino Surguladze
RAI Orchestra
Zubin Mehta - Marco Bellocchio - Vittorio Storaro

venerdì 23 settembre 2011

Camminare attraverso le stanze.....

Abitavo una casa, fino a qualche anno fa, che conteneva una splendida fuga di stanze. Era un piacere percorrerla in tutta la sua lunghezza: il pavimento di legno scricchiolava sotto i passi, illuminato dal cielo, per tutto il percorso della fuga. Luce bianca, immacolata, di giorno, anche nelle giornate di pioggia; luce dorata di notte, per l'affacciarsi della luna e delle stelle. La casa racchiudeva questa fuga in un abbraccio di finestre, sei finestre sempre aperte. Camminare attraverso le stanze, da un capo all'altro, voleva dire molto...ma la cosa che più mi emozionò, quando ne feci la casuale scoperta, fu ascoltare....sentire la musica percorrere i miei stessi passi. Così, pressoché ogni giorno, lasciavo che la mia musica preferita inondasse la prima stanza, superasse la porta e, di stanza in stanza, arrivasse all'altro capo... alla stanza ultima. Era bellissimo seguirla in questo incedere fluido, che diventava sempre più etereo a mano a mano che le note si srotolavano come tappeti da una stanza all'altra. D'estate, poi, con le finestre spalancate, la musica nel suo andamento di ruscello, di rivolo vivo e impaziente, raccoglieva strada facendo i suoni dell'esterno: versi di animali, pioggia, voci, campane, vento. Accoglieva ogni segnale di vita come in un abbraccio quieto, che mi coinvolgeva, accompagnandomi fino in fondo alla mia quotidiana passeggiata sonora, fatta di musica, echi di vita e ostinati scricchiolii di legno paziente.

 
Emma Thompson  Hugh Grant
Sense and Sensibility
regia Ang Lee

martedì 20 settembre 2011

Quattro stagioni in soggettiva (uno) Autunno

Un grande regista.....senza avere la più pallida idea di cosa sia il cinema: così immagino Antonio Vivaldi, alle prese con la sua grande raccolta di  emozioni che è il Cimento dell'Armonia e dell'Inventione. I primi quattro concerti che ne fanno parte, le celeberrime Quattro Stagioni, sono a tutti gli effetti altrettanti splendidi cortometraggi. Ritmo... ritmo scenico, di più: cinematografico.
Con questa introduzione, appassionata e certamente visionaria, parto per un nuovo viaggio. Percorrerò l'intero anno attraverso le immagini e i suoni con cui Vivaldi ha girato le sue scene, la fotografia con cui ha inquadrato e fermato per sempre Allegria e Timore, Temporali e Cieli Azzurri, Uomini e Animali, tutti devotamente al seguito della Natura nella sua infinita danza di stagioni.


Il copione: i Sonetti, di incetra paternità, uno per ogni concerto; versi semplici, immediati, profani, per descrivere, dipingere, riprodurre nell'immaginario di chi ascolta l'atmosfera della stagione, i suoi colori, il suo incedere passo a passo nella vita di uomini e animali, le sue tracce e i segni del suo arrivare e partire.

Gli attori: gli uomini e le donne, gli animali, i venti, le nuvole e le burrasche, il gelo, il sole, prati e boschi ombrosi, la terra riarsa e la pioggia.

Scene e costumi: le note musicali, abilmente guidate, dirette, amalgamate in movimenti ricorrenti, come le stagioni stesse.

Sceneggiatura e regia: Antonio Vivaldi.

Azione!



Autunno, Primo movimento, Allegro.

Photo by Pablo Alberto Salguero Quiles


    Celebra il Vilanel con balli e Canti
    Del felice raccolto il bel piacere

    E del liquor de Bacco accesi tanti
    Finiscono col Sonno il lor godere


Antonio Vivaldi  Il Cimento dell'Armonia e dell'Inventione
Concerto n°3 in fa maggiore  "L'Autunno"
Primo movimento   Allegro
Fabio Biondi con Europa Galante
ilcodega

sabato 10 settembre 2011

" Come oro battuto che si allarga aereo..."



A Valediction, forbidding mourning

As virtuous men pass mildly away,
And whisper to their souls to go,
Whilst some of their sad friends do say
The breath goes now, and some say, No:

So let us melt, and make no noise,
No tear-floods, nor sigh-tempests move,
'Twere profanation of our joys
To tell the laity our love.

Moving of th' earth brings harms and fears,
Men reckon what it did and meant,
But trepidation of the spheres,
Though greater far, is innocent.

Dull sublunary lovers' love
(Whose soul is sense) cannot admit
Absence, because it doth remove
Those things which elemented it.

But we by a love so much refined
That our selves know not what it is,
Inter-assur'd of the mind,
Care less, eyes, lips, and hands to miss.

Our two souls therefore, which are one,
Though I must go, endure not yet
A breach, but an expansion,
Like gold to aery thinness beat.

If they be two, they are two so
As stiff twin compasses are two;
Thy soul, the fixed foot, makes no show
To move, but doth, if th' other do.

And though it in the centre sit,
Yet when the other far doth roam,
It leans and hearkens after it,
And grows erect, as that comes home.

Such wilt thou be to me, who must
Like th' other foot, obliquely run;
Thy firmness makes my circle just ,
And makes me end where I begun.

John Donne


Franco Battiato   L'ombra della luce
ENRICMODIGLIANI 


Una partenza, vietato piangere

Come gli uomini virtuosi se ne vanno quieti 
e sussurrano alle loro anime di andare
mentre alcuni dei loro tristi amici dicono
“il respiro se ne va adesso” ed altri dicono di no,

così sciogliamoci senza far rumore,
senza fiumi di lacrime, ne’ tempestosi terremoti di sospiri,
sarebbe una profanazione delle nostre gioie
dire che il nostro amore è mondano.

I movimenti della terra portano dolori e paure,
gli uomini ne riconoscono l’essenza ed il significato,
ma la trepidazione delle sfere,
anche se di gran lunga più grande, è innocente.

L’amore degli ottusi amanti sublunari
(la cui anima è senso) non può ammettere
l’assenza, perché essa rimuove
quelle cose che l’hanno generata.

Ma a noi con un amore, così raffinato,
che noi stessi non sappiamo cosa sia,
vicendevolmente sicuri della mente,
importa meno di occhi, labbra e mani che mancano.

Le nostre due anime perciò, che sono una,
anche se io devo andare non soffrono in verità
una separazione, ma un’espansione,
come oro battuto che si allarga aereo.

Se devono essere due, sono due così
come le aste gemelle del compasso sono due,
la tua anima il piede fisso, non mostra
di muoversi, ma lo fa, se l’altra lo fa.

Ed anche se essa sta al centro,
quando l’altra gira lontano,
essa si piega, e si protende verso l’altra,
e diventa eretta, quando ritorna a casa.

Così saremo tu ed io che devo,
come l’altro piede, correre obliquamente;
la tua fermezza rende il mio cerchio perfetto,
e mi fa finire, dove io ho avuto inizio.
 
Traduzione   Corinzia Monforte

martedì 6 settembre 2011

Chiacchiere

Le parole di Anna:


"La percezione del mondo circostante è differente, dopo aver sfiorato quei segni..." 

Libri, libri e ancora libri. Mi piace l'immagine che Anna usa per definire la lettura: sfiorare i segni che ordinatamente affollano le pagine di un libro. Come un gesto gentile e delicato, rispettoso..... come una carezza. Per questo prendo a prestito le sue parole e invito chiunque ne abbia voglia a fermarsi e raccontare..... dei propri amati libri..... e del proprio personalissimo "gesto" di leggerli.....

Grazie Anna

sabato 3 settembre 2011

...nel mondo tra le copertine dei libri...


Notes on the Art of Poetry

I could never have dreamt that there were such goings-on
in the world between the covers of books,
such sandstorms and ice blasts of words,
such staggering peace, such enormous laughter,
such and so many blinding bright lights,
splashing all over the pages
in a million bits and pieces
all of which were words, words, words,
and each of which were alive forever
in its own delight and glory and oddity and light.

Dylan Thomas


Patrick Doyle   da Sense and Sensibility
inConcerts

Appunti sull'Arte della Poesia

Mai avrei potuto sognare che ci fossero tali condotte
nel mondo tra le copertine dei libri,
tali tempeste di sabbia e raffiche ghiacciate di parole
tale esitante pace, tale immensa risata
tali e tante luci accecanti
schizzanti attraverso le pagine
in milioni di pezzi e frammenti
tutte quante le quali fossero parole parole parole
e ognuna delle quali fosse viva per sempre
nella propria delizia e gloria e originalità e luce.

traduzione   Red