lunedì 29 agosto 2011

Un viaggio lungo un giorno

 
Ci sono, in pittura, due momenti che da sempre mi affascinano: il ripensamento e la giornata. Entrambi questi elementi conducono alla percezione di un terzo, estremamente determinante nella vita di un'opera pittorica: il tempo. Il suo trascorrere viene percepito soprattutto in termini di degrado dell'opera stessa, ma il tempo è un elemento affascinante non solo per la forza del suo passare, che può modificare o addirittura cancellare un capolavoro: nel concepire ed eseguire un dipinto, l'artista instaura un rapporto molto particolare con il tempo, subendone l'incalzante presenza fino a delimitare, all'nterno di uno spazio ben preciso, il suo tempo, quello durante il quale mediterà sull'opera stessa.Questa relazione d'amore e odio fra il pittore ed il tempo è ben comprensibile nella tecnica a fresco: qui il tempo agisce con particolare veemenza, perché dipingere sul'intonaco prima che questo asciughi richiede rapidità e precisione, tecnica e coraggio. Questo lasso di tempo così prezioso per l'artista che dipinge a fresco viene detto giornata. Vederne i contorni dal vero è un'esperienza molto emozionante per me. Ogni volta che mi trovo di fronte ad una parete affrescata, ancor prima di godere la bellezza dei colori e delle forme, cerco con lo sguardo la traccia inconfondibile della  giornata. La sua visibilità è tanto più difficile quanto più sono abili il pittore e le maestranze che preparano per lui il fondo, la superficie su cui dipingere. Michelangelo è considerato il miglior pittore a fresco di ogni tempo, anche per la sua perizia nel rendere quasi invisibile la  giornata; dai suoi affreschi emergono, ad un attento esame, molte testimonianze della sua capacità di gestire il tempo in questa difficile arte. Osservarli utilizzando questa chiave di lettura è un autentico viaggio in un universo silenzioso, fatto di calcoli precisi, decisioni repentine, profondo amore e altrettanto profonda conoscenza dei materiali. E' un viaggio nel tempo, nel tempo di Michelangelo, i minuti, le ore che lui ha impiegato nel dar vita ad un'immagine dipinta, controllandone lo scorrere, nel breve spazio di un giorno. E tutto questo lavorio di mani e di pensieri, fitto, frenetico e incessante è lì, fissato per sempre sulla parete: i contorni di un corpo corrispondono quasi sempre a quelli di un giorno; quando non è così, quando un giorno non basta per dar vita ad un' intera figura, ecco che questa viene spezzata in più giorni, dipingendo separatamente la testa, il tronco, gli arti e ricollegandoli, amalgamandoli nuovamente in una continua e quasi biblica creazione: accostando sfumature e tratti leggeri di colore, differenziando i fondi di intonaco, mascherando nella perfezione dell'armonia pittorica la battaglia quotidiana fra un artista e il suo mestiere


Nell'immagine, che riproduce uno dei quattro "Ignudi" del "Sacrificio di Noè", sono ben visibili le tre giornate occorse a Michelangelo per portare a termine l'intera figura: la testa, il tronco fino all'inguine e le gambe insieme al loro sfondo. La separazione fra una giornata e l'altra è chiaramente visibile lungo il braccio sinistro e intorno al capo; la riunione delle tre all'interno della figura è abilmente mascherata con sfumature dell'incarnato (su collo, inguine e anche) e nell'ombra proiettata dal polpaccio destro sul basamento che funge da seduta all' "Ignudo".

sabato 27 agosto 2011

.... e apre per me tutte le porte della vita


Tu risa
   
Quítame el pan si quieres,
quítame el aire, pero
no me quites tu risa.
   
No me quites la rosa,
la lanza que desgranas,
el agua que de pronto
estalla en tu alegría,
la repentina ola
de planta que te nace.
   
Mi lucha es dura y vuelvo
con los ojos cansados
a veces de haber visto
la tierra que no cambia,
pero al entrar tu risa
sube al cielo buscándome
y abre para mí
todas las puertas de la vida.
   
Amor mío, en la hora
más oscura desgrana
tu risa, y si de pronto
ves que mi sangre mancha
las piedras de la calle,
ríe, porque tu risa
será para mis manos
como una espada fresca.
   
Junto al mar en otoño,
tu risa debe alzar
su cascada de espuma,
y en primavera, amor,
quiero tu risa como
la flor que yo esperaba,
la flor azul, la rosa
de mi patria sonora.
   
Ríete de la noche,
del día, de la luna,
ríete de las calles
torcidas de la isla,
ríete de este torpe
muchacho que te quiere,
pero cuando yo abro
los ojos y los cierro,
cuando mis pasos van,
cuando vuelven mis pasos,
niégame el pan, el aire,
la luz, la primavera,
pero tu risa nunca
porque me moriría.

Pablo Neruda

da Los versos del Capitán

 Inti Illimani   Alturas
felain2

La tua risata

Privami del pane, se vuoi,
privami dell'aria, ma
non privarmi della tua risata.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che improvvisa
prorompe nella tua allegria,
la repentina onda
 che dal niente in te sorge.

La mia battaglia è dura e torno
con gli occhi stanchi
a volte d'aver visto
la terra che non muta,
però nel prorompere la tua risata
sale al cielo prendendomi
e apre per me
tutte le porte della vita.

Amore mio, nell'ora
più incerta sgrana
la tua risata, e se improvviso
vedi il mio sangue macchiare
le pietre della via,
ridi, perché il tuo ridere
sarà per le mie mani
come una spada nuova.

Insieme al mare in autunno,
la tua risata deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio la tua risata come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Ridi della notte
del giorno, della luna,
ridi delle strade
tortuose dell'isola
ridi di questo goffo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro
gli occhi e li chiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma la tua risata mai,
perchè ne morirei.

Traduzione Red

martedì 23 agosto 2011

Per un cuore farfalla

Farfalle sul Monte San Nicolao
Photo by Red

Non so se le farfalle abbiano un cuore, ma il battito delle loro ali mi fa pensare che in realtà siano esse stesse cuori in volo. Vanno, libere.... macchie di colore che giocano con l'aria. Portano sulle ali i sogni dei bambini, i desideri dei cuori adulti, che non sanno fare a meno di credere all'amore. Perché è proprio l'amore che muove le ali alle farfalle..... l'amore è l'unica energia così potente da rendere preziosa la loro breve vita e dare un senso alla loro bellezza delicata. Ho seguito spesso le farfalle e so che dopo pochi metri cambiano direzione, girano su sé stesse, come se davvero fossero fragili pergamene nelle mani del vento.  A volte mi hanno affiancato e ho volato con loro, a volte si sono posate sulla mia spalla commuovendo il mio cuore. Riconosco e amo il loro volo.... il battito delle loro ali leggere consola da sempre la parte più fragile dei miei pensieri.

Grazie Achab, con tutto il mio bene.

Red

Giacomo Puccini   Madama Butterfly
" Un bel dì vedremo "
Maria Callas


Piccolo ringraziamento alla pazienza e alla disponibilità di un caro amico:
Frà! Grazie! Grazie per i tuoi preziosissimi consigli sulla fotografia, che mi hanno permesso di regalarmi l' impagabile soddisfazione di questo scatto..... pieno di difetti ma, per me, bellissimo! Ti dedico la mia soddisfazione e il mio abbraccio più affettuoso!

sabato 20 agosto 2011

giovedì 18 agosto 2011

" Solo una mano d'angelo intatta di sé...."



Solo un mano d'angelo
intatta di sè, del suo amore per sè, potrebbe
offrirmi la concavità del suo palmo
perché vi riversi il mio pianto.
La mano dell'uomo vivente
è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
per il tranquillo pianto del proprio fratello!
E dunque, soltanto una mano di angelo bianco
dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.

Alda Merini


Sergei Rachmaninoff   Vocalese
Itzhak Perlman
wmd10

mercoledì 17 agosto 2011

" Navegué distancias imprevistas....."



Compás de espera

Navegué distancias imprevistas
hasta salirme del mapa


Fuera del mapa
la superficie era de madera
había un vaso de vino
un compás y
unas manos nerviosas
se desplazaban inseguras

El mundo me mostraba
sus tres dimensiones
como quien descubre
su tesoro familiar
ante el codicioso o
el aventurero


Afuera llovía y mis ideas
carentes de espesor
restos de un naufragio
flotarían a la deriva

Eduardo Rezzano

dalla Raccolta Gato Barcino
Editrice Lumen 
Prima edizione 2006

Battuta d'arresto

Navigai distanze impreviste
fino ad uscire dalla mappa

Fuori dalla mappa
la superficie era di legno
c'era un bicchiere di vino
un compasso e
mani nervose
si muovevano esitanti

Il mondo mi mostrava
le sue tre dimensioni
come chi scopre
il suo tesoro di famiglia
davanti all'avido
o all'avventuriero

Fuori pioveva e le mie idee
carenti di spessore
resti di un naufragio
fluttuerebbero alla deriva.

Traduzione Salomé Guadalupe Ingelmo
e Red

venerdì 12 agosto 2011

" Mi hai guardato a lungo..... "

Le sue foto su Flickr


Ich fragte dich
Ich fragte dich, warum dein Auge gern
In meinem Auge ruht,
So wie ein reiner Himmelsstern
In einer dunklen Flut.

Du sahest mich an,
Wie man ein Kind mit Blicken mißt,
Und sagtest freundlich dann:
Ich bin dir gut, weil du so traurig bist.

Hermann Hesse


Bobby McFerrin
Aria sulla quarta corda
Johann Sebastian Bach
pacapila

Io ti chiesi

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.


mercoledì 10 agosto 2011

domenica 7 agosto 2011

" de tu pies a tu frente...dai tuoi piedi alla tua fronte"

Amminadab


La infinita
   
Ves estas manos? Han medido
la tierra, han separado
los minerales y los cereales,
han hecho la paz y la guerra,
han derribado las distancias
de todos los mares y ríos,
y sin embargo
cuando te recorren
a ti, pequeña, grano de trigo, alondra,
no alcanzan a abarcarle,
se cansan alcanzando
las palomas gemelas
que reposan o vuelan en tu pecho,
recorren las distancias de tus piernas,
se enrollan en la luz de tu cintura.
Para mí eres tesoro más cargado
de inmensidad que el mar y sus racimos
y eres blanca y azul y extensa como
la tierra en la vendimia.
En ese territorio,
de tus pies a tu frente,
andando, andando, andando,
me pasaré la vida.

Pablo Neruda

da Los versos del Capitán
Frédéric Chopin
Berceuse in re bemolle maggiore Op 57
Valentina Lisitsa
Valentina Lisitsa


L'infinita

Vedi queste mani? Han misurato
la terra, han separato
i minerali e i cereali,
han fatto la pace e la guerra,
hanno abbattuto le distanze
di tutti i mari, di tutti i fiumi,
e tuttavia
quando percorrono
te, piccola,
grano di frumento, allodola,
non riescono a comprenderti,
si stancano raggiungendo
le colombe gemelle
che riposano o volano sul tuo petto,
percorrono le distanze delle tue gambe,
si avvolgono alla luce della tua cintura.
Per me sei un tesoro più colmo
d'immensità che non il mare e i grappoli,
e sei bianca e azzurra e vasta come
la terra nella vendemmia.
In questo territorio,
dai tuoi piedi alla tua fronte,
camminando, camminando, camminando,
passerò la mia vita.
 
Traduzione Dicearchia

giovedì 4 agosto 2011

" Egli è più crudele con sé stesso, che con gli altri....."



L'infanzia crede che sia tutto vero ciò che le si racconta.
Crede che, cogliendo una rosa, si possano attirare disgrazie in una famiglia.
Crede che le mani di una Bestia umana, dopo aver ucciso, comincino a fumare e crede mille altre cose piene d'ingenuità.
Io vi chiedo un poco di questa ingenuità. E lasciate che vi ripeta le parole magiche dell'infanzia :

"C'era una volta......"

Jean Cocteau


Capitolo Terzo




La Belle et la Bête
Josette Day  Jean Marais
Regia Jean Cocteau (1946)

martedì 2 agosto 2011

La gelosia non è più di moda........

Photo by Hulton Archive/Getty Images


La storia delle sette Radegonde 

<< " Vi dirò, " disse " che, tempo fa divenni l'amante di una bellissima signora. Ma, per l'occhio del mondo, una sola amante non mi bastava. I primi tempi le facevo tingere i capelli, ora in biondo, ora in nero, per far credere agli amici che avessi due amanti. Ma un giorno pensai: -  Che sciocco! Perché buttar via quattrini con le tinture, quando potrei avere realmente due amanti?e e, magari, tre? e, perché no?, quattro?- Detto fatto, decisi di trovarne qualche altra. La cosa era piuttosto pericolosa, perché la mia donna era gelosissima. Trovai un sistema sicuro: Mi sarei fatto delle amanti che si chiamassero come lei. Ma questo era tutt'altro che facile, perchè la mia amante si chiamava, purtroppo, Radegonda. Tuttavia, con un po' di buona volontà e senza a star troppo a guardare pel sottile, scovai altre cinque o sei Radegonde e le feci mie.
" Così, benché tutte gelosissime mi sentivo tranquillo. Quando in sogno m'avveniva di pronunziare il nome d'una di queste Radegonde, la Radegonda di turno era tutta contenta credendo che alludessi a lei; e giuravo tranquillamente tutte le volte che una di loro, per quei divini capricci che rendono più bello l'amore, mi diceva:- Giurami che ami soltanto la tua Radegonda -.
" E, se, per un altro di quei divini capricci che rendono anche più bello l'amore, una di queste Radegonde mi diceva all'improvviso:- A chi pensi in questo momento? - , io rispondevo prontamente - A Radegonda -  - Me lo giuri? -  - Te lo giuro. -
"Ero sincero.........>>

Achille Campanile


Brano tratto da Agosto moglie mia non ti conosco
dalla Raccolta Achille Campanile Opere 
Romanzi e racconti 1924 - 1933 
a cura di Oreste del Buono
Per i Classici Bompiani ( 1989)

  
Trio Lescano   La gelosia non è più di moda

lunedì 1 agosto 2011

Chiacchiere......

John William Waterhouse


Ciao Piero, il tuo suggerimento mi piace....adoro chiacchierare. Prendo quindi spunto da te e apro questo spazio; qui, chiunque venga e abbia voglia e tempo per farlo, può dire ciò che pensa o sente...è un piccolo esperimento....chissà.... 
Bene, lo spazio c'è. Di cosa parliamo? Riporto qui le considerazioni di Piero e invito chiunque passi a fermarsi e..chiacchierare......  

bocchigliero oltre ha detto...

Ciao Red, volevo fare una riflessione condividendola con te e i tuoi lettori. Ascoltando il frastuono, a volte fastidioso, delle notti estive mi chiedo quale il motivo di fare molto tardi la sera, forse quello della ricerca spasmodica della felicità? oppure la voglia di fare ciò che non si può fare durante l'anno? o ancora il piacere di vedere l'alba per accorgersi della grandezza di Dio? A voi la sentenza!! Buona settimana.