martedì 31 maggio 2011

Viaggio in Italia in compagnia di Goethe



E' da poco sorto il sole , quando il locandiere mi avvisa , con un brusco bussare alla porta , che la mia carrozza per Padova è arrivata. Ieri sera il vetturino ci avvisò che solo un posto era disponibile su quella carrozza e Goethe , da vero gentiluomo , si affrettò a dirmi che proprio quello sarebbe stato riservato a me. A nulla servì la mia insistenza nel chiedergli di lasciarmi partire con lui: avrebbe lasciato Vicenza circa due ore dopo di me, viaggiando su una "sediola", una piccola carrozza ad un posto non proprio comodissima. Mentre scendo le strette scale della locanda, il mio pensiero non può che andare con immediata nostalgia al nostro soggiorno in quella bellissima città; ma Goethe, che mi aspetta sulla porta della locanda, non mi lascia il tempo di essere malinconica e incalzandomi dolcemente mi sospinge verso la carrozza, raccomandandomi di non dimenticare l'indirizzo della libreria di Padova dove fra circa sei ore ci ritroveremo. Incrocio il suo sguardo sorridente, mentre la carrozza parte, lo saluto con la mano......ho la gola stretta dall'emozione per quella inaspettata separazione dal mio adorato compagno di viaggio, ma il suo sorriso e lo sguardo fermo con cui segue la carrozza in partenza sono per me il più consolatorio degli abbracci.


domenica 29 maggio 2011

" e non pensare a un dolore nel suono del vento......"




The snow man

One must have a mind of winter
To regard the frost and the boughs
Of the pine-trees crusted with snow;

And have been cold a long time
To behold the junipers shagged with ice,
The spruces rough in the distant glitter

Of the January sun; and not to think
Of any misery in the sound of the wind,
In the sound of a few leaves,

Which is the sound of the land
Full of the same wind
That is blowing in the same bare place

For the listener, who listens in the snow,
And, nothing himself, beholds
Nothing that is not there and the nothing that is.  

Wallace Stevens 


L'uomo di neve

Si deve avere una mente d’inverno
per guardare il gelo e i rami
dei pini incrostati di neve,

e avere avuto freddo a lungo
per vedere i ginepri irti di ghiaccio,
gli abeti ruvidi nel chiarore lontano

del sole di gennaio, e non pensare
a un dolore nel suono del vento,
nel suono di poche foglie,

che è il suono della terra
percorsa dallo stesso vento
che soffia nello stesso nudo luogo

per l’ascoltatore, che ascolta nella neve
e, nulla in sé, vede
nulla che non sia lì, e il nulla che è.
 
Traduzione Massimo Bacigalupo 



Elisa Citterio, violino e direzione musicale
Ensemble Brixia Musicalis
Antonio Vivaldi, da "Le quattro stagioni"
Concerto in fa minore "L'inverno"
Op VIII n°4 - Secondo movimento "Largo"

venerdì 27 maggio 2011

Ho pena delle stelle......

Vincent van Gogh   Notte stellata sul Rodano



Tenho dó das estrelas

Tenho dó das estrelas
Luzindo há tanto tempo,
Há tanto tempo…
Tenho dó delas.

Não haverá um cansaço
Das coisas,
De todas as coisas
Como das pernas ou de um braço?

Um cansaço de existir,
De ser,
Só de ser,
O ser triste brilhar ou sorrir…

Não haverá, enfim,
Para as coisas que são,
Não a morte, mas sim
Uma outra espécie de fim,
Ou uma grande razão –
Qualquer coisa assim
Como um perdão?   

Fernando Pessoa 



Ho pena delle stelle

Ho pena delle stelle
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo ...
Ho pena delle stelle.

Non ci sarà una stanchezza
delle cose,
di tutte le cose,
come delle gambe o di un braccio ?

Una stanchezza di esistere,
di essere,
solo di essere,
l'essere triste lume o un sorriso ...

Non ci sarà dunque,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un'altra specie di fine,
o una grande ragione :

qualcosa così, come un perdono ?



Fernando Pessoa, Tenho dó das estrelas 
Traduzione  SuonamiUnaPoesia 
Dimitri Shostakovich, Romance 
dalla colonna sonora di The Gadfly (1955)
Classical Music Only

giovedì 26 maggio 2011

Fermare l'attimo.......

 Sassari, 22 maggio 2011, la "Cavalcata Sarda"
I Costumi
Photo by orso

Firenze, Certosa del Galluzzo, 1523 - 1525
Jacopo Carucci detto il Pontormo

mercoledì 25 maggio 2011

In cambio di una rosa....



L'infanzia crede che sia tutto vero ciò che le si racconta.
Crede che, cogliendo una rosa, si possano attirare disgrazie in una famiglia.
Crede che le mani di una Bestia umana, dopo aver ucciso, comincino a fumare e crede mille altre cose piene d'ingenuità.
Io vi chiedo un poco di questa ingenuità. E lasciate che vi ripeta le parole magiche dell'infanzia :

"C'era una volta......"

Jean Cocteau

Capitolo Primo



La Belle et la Bête
Josette Day  Jean Marais
Regia Jean Cocteau (1946)

lunedì 23 maggio 2011

...mentre sotto la luna il crepuscolo si perde.



E' l'ora

È l'ora in cui s'ode tra i rami
La nota acuta dell'usignolo;
È l'ora in cui i voti degli amanti
Sembrano dolci in ogni parola sussurrata

E i venti miti e le acque vicine
Sono musica all'orecchio solitario.
Lieve rugiada ha bagnato ogni fiore
E in cielo sono spuntate le stelle
E c'è sull'onda un azzurro più profondo

E nei Cieli quella tenebra chiara,
Dolcemente oscura e oscuramente pura,
Che segue al declino del giorno mentre
Sotto la luna il crepuscolo si perde.

George Gordon Byron


Traduzione SuonamiUnaPoesia


Elina Garanca  Anna Netrebko
"Barcarola"
da "Les Contes d'Hoffmann" di Jaques Offenbach
Orchestra Filarmonica di Praga
Direzione musicale Emmanuel Villaume

domenica 22 maggio 2011

Su bolu 'e s' astore...... il volo del falco

Photo by Ken Billington


Su bolu 'e s'astore

Ja est bennida s'ora
chi cantat sa die;
su pessamentu mi piccat
e isporat su coro.

Ma si podia bolare...
non fit bastada sa forza 'e su bentu;
che un astore chi bolat in artu
ch'aìo sichiu in chelu
s'anzelu meu.

 Tonino Puddu




Il volo del falco

Già è venuta l'ora
in cui canta il giorno;
il pensiero mi prende
e mi pesa sul cuore

Ma se potessi volare.....
non sarebbe bastata la forza del vento;
chè come un falco che vola su in alto
avrei seguito in cielo
l'angelo mio.


Grazie di cuore a orso, per la Sardegna autentica, sconosciuta e poetica che si svela nelle sue splendide fotografie, nei suoni che lui condivide, nel suo modo di parlare della sua terra .
 

 Coro "Su Nugoresu" e il Maestro Tonino Puddu
"Su bolu 'e s'astore"
Testo e musica Tonino Puddu (1976)

venerdì 20 maggio 2011

Una limpida quiete...

Photo by Paolo

Deseo

Sólo tu corazón caliente,
Y nada más.
Mi paraíso, un campo
Sin ruiseñor
Ni liras,
Con un río discreto
Y una fuentecilla.
Sin la espuela del viento
Sobre la fronda,
Ni la estrella que quiere
Ser hoja.
Una enorme luz
Que fuera
Luciérnaga
De otra,
En un campo de
Miradas rotas.

Un reposo claro
Y allí nuestros besos,
Lunares sonoros
Del eco,
Se abrirían muy lejos.

Y tu corazón caliente,
Nada más.

Federico Garcia Lorca


Desiderio

Solo il tuo cuore appassionato
e niente più.
Il mio paradiso un campo
senza usignolo
né lire,
con un lento corso d'acqua
e una piccola sorgente.
Senza il fruscio del vento
tra i rami,
né la stella che desidera
esser foglia.
Una immensa luce
che fosse
lucciola
di un'altra,
in un campo
di sguardi evanescenti.

Una limpida quiete
e i nostri baci là 
sonori vezzi
dell'eco 
si schiuderebbero assai lontano.

E il tuo cuore appassionato,
niente più
 
Deseo, Federico Garcia Lorca
Traduzione SuonamiUnaPoesia
Pietro Mascagni, "Intermezzo"
da "Cavalleria Rusticana"
Direzione musicale Georges Prêtre

mercoledì 18 maggio 2011

Da un mare di papaveri....












Photo by Sile

Sile... ho provato a raccoglierli tutti.. è impossibile... sono come i tuoi pensieri gentili e cari.. non smettono di fiorire... ti voglio bene


Come onda

Come onda
nel mare della vita
nulla di te so e conosco,
ma questo nulla mi piace
e mi porta ad immaginarti

Johann Wolfgang Goethe



Una poesia di Sile e i versi di Goethe per riabbracciare e ringraziare ad uno ad uno tutti i miei cari amici, che mi hanno aspettato con così tanto affetto...
con tutto il mio cuore...red

A poem by Sile and the verses of Goethe to embrace and thank everyone of my dear friends, who have waited for me with so much affection...
with all my heart...red



Il duetto dei fiori, da "Lakmé" di Léo Delibes