" e non pensare a un dolore nel suono del vento......"




The snow man

One must have a mind of winter
To regard the frost and the boughs
Of the pine-trees crusted with snow;

And have been cold a long time
To behold the junipers shagged with ice,
The spruces rough in the distant glitter

Of the January sun; and not to think
Of any misery in the sound of the wind,
In the sound of a few leaves,

Which is the sound of the land
Full of the same wind
That is blowing in the same bare place

For the listener, who listens in the snow,
And, nothing himself, beholds
Nothing that is not there and the nothing that is.  

Wallace Stevens 


L'uomo di neve

Si deve avere una mente d’inverno
per guardare il gelo e i rami
dei pini incrostati di neve,

e avere avuto freddo a lungo
per vedere i ginepri irti di ghiaccio,
gli abeti ruvidi nel chiarore lontano

del sole di gennaio, e non pensare
a un dolore nel suono del vento,
nel suono di poche foglie,

che è il suono della terra
percorsa dallo stesso vento
che soffia nello stesso nudo luogo

per l’ascoltatore, che ascolta nella neve
e, nulla in sé, vede
nulla che non sia lì, e il nulla che è.
 
Traduzione Massimo Bacigalupo 



Elisa Citterio, violino e direzione musicale
Ensemble Brixia Musicalis
Antonio Vivaldi, da "Le quattro stagioni"
Concerto in fa minore "L'inverno"
Op VIII n°4 - Secondo movimento "Largo"

Commenti

Verdolina ha detto…
Bellissimo post.... davvero splendido...
Bellissimo testo.... e ottimo abbinamento della foto... è un paesaggio perfetto per il testo...
Nulla si può vedere senza aver sofferto... e poi si comprende la durezza della natura... ma la primavera ritorna a sciogliere il freddo che è in Noi.
Un saluto
Massimo ha detto…
molto bella la poesia...e anche un grande Vivaldi ! ciao cara Red.. a presto.
orso ha detto…
Est avreschinde ! Sa lughe s’accherat
a palas de su monte ‘estidu ‘e canu,
sutta su nie sonniat su ranu
già fatt’a pane ch’in bucca esserat....

Sta albeggiando, la luce si affaccia
dalle spalle del monte vestito di bianco,
sotto la neve il seme sogna
di esser già diventato pane nelle bocche....

ciao red..bellissima la poesia..e molto bella la foto..ciao ciao frà...
red ha detto…
Buongiorno Verdolina
grazie per la tua gentilezza,
un sorriso
red ha detto…
Buongiorno Piero, la Natura è una grande amorevole lezione...a volte dura, molto difficile...ma sempre indispensabile e consolatoria.
Un grande abbraccio
red ha detto…
Buongiorno Massimo
grazie per esserci....
un abbraccio dal cuore
red ha detto…
Buongiorno frà,
bellissimi versi... non conosco la poesia in lingua sarda.... se hai qualche testo o link da condividere... te ne sarei molto grata!

Un abbraccio grande
Antonio Andreatta ha detto…
quel giorno è stato molto freddo, mai salito sopra -8 e io non sono mai stato così bene malgrado fossi solo, mai solitudine fù più bella e devo renderne merito a lei, la neve, che si è presentata in tutto il suo splendore. Scusa il perenne ritardo, mia cara, mi hai reso ancor più felice di quel giorno. Grazie.
red ha detto…
Grazie a te Antonio.... vedendo questa foto la prima volta... ho sentito la presenza di un uomo in solitudine....in contemplazione del gelo... e di sè.... non avrei potuto trovare un'immagine più adatta a descrivere l'uomo di neve....che vive in fondo a molte persone.... in fondo a chi conosce così tanto la bellezza dell'attesa... e il dolore che contiene....

grazie per avermi permesso, con la tua consueta generosità, di far vivere una poesia.... e un pezzetto di me.

Buona giornata, un sorriso e un abbraccio vero