venerdì 31 dicembre 2010

Buon 2011!



 






 Painting: Ivan Khrutsky
Music: J. S. Bach, Concerto Brandeburghese n°3 BWV 1048
Direzione: Caludio Abbado

giovedì 30 dicembre 2010

Preparando la partenza dell'anno vecchio...



<<Ti t’adesciàe ‘nsce l’èndegu du matin
ch’à luxe a l’à ‘n pè ‘n tera e l’àtru in mà

ti t’ammiàe a ou spègio d'en tianin,
ou çè ou s'ammìa ao spegio d'à ruzà
ti mettiàe ou brùgu rèdennu ’nte 'n cantùn

 che se d’à a cappa a sgùggia ‘n cuxin-a a stria
a xeùa de cuntà ‘e pàgge che ghe sùn
‘a cimma a l’è za pinn-a, a l’è za cùxia...>>


Music: A cimma, Fabrizio De André e Ivano Fossati

mercoledì 29 dicembre 2010

Ciò che la poesia fa ..in me

Charles Courtney Curran


Io non ho bisogno di denaro

Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.


Alda Merini


Quando la poesia entra in me..oltrepassando tutte le soglie che con il tempo sono state costruite, aprendo tutte le porte nuovamente sbarrate, instancabile e mai incline alla tristezza, mai scoraggiata dalla lunga e tortuosa strada verso il mio cuore, io sento il profumo di mille giardini esplodere dentro di me. Sento la mia anima riacquistare la sua infanzia e la purezza assoluta dei suoi pensieri.


martedì 28 dicembre 2010

Una piccola musica nella notte...




Ratisbona, 4 settembre 1786

<< Sono partito da Carlsbad alle tre del mattino. all'insaputa di tutti: altrimenti non mi avrebbero lasciato andar via...Mi son gettato in una carrozza di posta, solo soletto, non avendo per bagaglio che un portamantelli e una valigetta; e alle sette e mezzo sono arrivato a Zwoda, ch'era una mattinata nuvolosa, ma bella e tranquilla: in alto le nubi si presentavano a strisce e come fatte a lana; in basso invece più dense. Tutto questo mi parve di buon auspicio...>>

Partito da Carlsbad, passando per Regensburg, Monaco, Innsbruck e Bolzano, Goethe raggiunge Trento la mattina del 11 settembre 1786. Qui le nostre strade si incrociano.. ed il mio viaggio in sua compagnia ha finalmente inizio...










Brani tratti da
Viaggio in Italia
 1786-1788
di Johann Wolfgang Goethe
nella traduzione di Eugenio Zaniboni
Titolo originale dell'opera: Italienische Reise

Paintings: George Stubbs

Viaggio in Italia in compagnia di Goethe


Prendendo spunto da quel meraviglioso diario di viaggio che è "Italienische Reise" (Viaggio in Italia) di Johann Wolfgang Goethe, parto per un immaginifico itinerario sentimentale, seguendo i percorsi cari al Poeta, le tracce delle sue emozioni, della sua meraviglia di fronte alla grandezza della cultura italiana, alla fine del 18° secolo.



di J.H.Wilhelm Tischbein

domenica 26 dicembre 2010






"Caro nome" Gilda - Julia Novikova




In questo allestimento il personaggio di Gilda, la sfortunata figlia di Rigoletto,mi ricorda una delle Sibille che il Perugino ha dipinto ad affresco nella Sala delle Udienze del Collegio del Cambio, a Perugia: lo sguardo dolce, i colori dorati del viso e dei capelli, l'acconciatura e i lineamenti stessi del soprano Julia Novikova, contribuiscono a creare la sensazione di un viaggio nel tempo, accentuata dal giardino fiorito e dalla panoramica sugli affreschi delle sale che Gilda attraversa soavemente,  nell'uscire di scena.


Mantova , 4-5 set 2010 Rai
Rigoletto Placido Domingo
Gilda Julia Novikova
Il Duca di Mantova Vittorio Grigolo
Sparafucile Ruggero Raimondi 
Maddalena Nino Surguladze
RAI Orchestra
Zubin Mehta- Marco Bellocchio - Vittorio Storaro

Image:Pietro Perugino Affreschi Collegio del Cambio Perugia

giovedì 23 dicembre 2010

Auguri...

di un sereno Natale e di un nuovo anno traboccante d'amore e di buone notizie a...
Sile, Sasha, Achab, Antonio, Carlo, Eduardo, Dario e la band, Massimo, Pollo, Fabrizio, Adamus.. e tutti quelli che passano di qui..  


Buone Feste!




Attributions
Video: scottamacclure
Photograph: By Paul L (Flickr: Merry Christmas) [CC-BY-SA-2.0], via Wikimedia Commons

mercoledì 22 dicembre 2010

"Son nelle vostre mani, il foglio è la mia voce..."



<< La lettera d'amore, che in me ho scritto e corretto /cento volte fino a quando tutto fosse perfetto, / e che mettendo l'anima e il foglio insieme accanto, / basterebbe in un attimo ricopiarla soltanto. / Son nelle vostre mani, il foglio è la mia voce, / l'inchiostro è il mio sangue, la lettera è la foce. / Giuro che in tutto il mio corpo corre la febbre, / giuro che innanzi a voi grida il mio cuor trafitto, / e se i baci potessero inviarsi per iscritto / li leggereste con le vostre labbra ebbre. / Lontan da questo mondo cupo, plebeo, bugiardo, / esisterà un paese per cuori di riguardo. / Lontan da questo mondo amaro e senza amore / esisterà un paese per l'altro nostro cuore. >>



Painting: Jan Vermeer

martedì 21 dicembre 2010

"Vo dove ogni altra cosa.."



Imitazione

Lungi dal proprio ramo,
povera foglia frale,
dove vai tu? - Dal faggio
là dov'io nacqui, mi divise il vento.
Esso, tornando, a volo
dal bosco alla campagna,
dalla valle mi porta alla montagna.
Seco perpetuamente
vo pellegrina, e tutto l'altro ignoro.
Vo dove ogni altra cosa
dove naturalmente
va la foglia di rosa,
e la folgia d'alloro.

Giacomo Leopardi

Composta nel 1828 ad imitazione de
La Feuille, A. V. Arnaut (1766-1834)


Painting: Francesco Melzi

lunedì 20 dicembre 2010

"..lo stuol de' pensier miei sparsi raccolgo.."

Angelo Bronzino, Ritratto di Laura Battiferri

I

Quando nell'ocean l'altera fronte
inchina il sole e 'l nostro mondo imbruna,
e dal più basso ciel la fredda luna
sormonta e fa d'argento ogni alto monte,

partesi il buon pastor dal chiaro fonte
e la sua greggia alla sua mandra aduna,
e 'l stanco pellegrin raccoglie in una
le forze stanche al suo voler mai pronte;

et io che veggio avvicinar la notte
e volar l'ore e i giorni, gli anni e i lustri,
e già dal quinto indietro mi rivolgo,

il passo affretto, e prima che s'annotte,
lo stuol de' pensier miei sparsi raccolgo
per fargli in ciel eternamente illustri.


Laura Battiferri
(1503 - 1572)

...come il ciel..come l'onda del mare..







Love Duet: Mirella Freni e Luciano Pavarotti 
Madama Butterfly, G. Puccini

Il risveglio del cuore






Painting: William A. Bouguereau
Aria: Kiri Te Kanawa, "Chi il bel sogno di Doretta", G.Puccini

domenica 19 dicembre 2010

Primo amore

Les amoureux



Il primo amore  (Carlo Groppi)             

Dato che ero figlio del musicante
tante giovani ragazze ballavano con
me!

In quelle cucine grandi, col camino,
il fuoco acceso ed il vino che scaldava
il cuore, più d'una volta s'è intrecciato
il mio destino con l'amore vero.
Cieli stellati, l'abbaiar dei cani
diamanti di gelo sopra i prati,
ed il tenue raggio che ci offriva la luna,
accompagnavano le veglie contadine
da Bruciano, al Gallinaccio, alle
Magrine.

Ed io tra tutte ne stringevo una
che sol da me si facea baciare,
gli occhi pensosi, né brutta, né bella,
ma dal suo cuore una fiamma
s'irradiava ai confini del mondo
ed anche il mio bruciava!

Ci siamo perduti lungo l'aspro
cammino della vita.
Né ho notizia se sei viva
o morta o se d'allora anche ricordi
il tempo delle veglie ed il profumo
del trinciato fieno,
                                        ed il tepore
che, tra le bestie quiete della stalla,
avvolgeva materno il nostro primo
amore.
                                            
"Stella d'argento" orchestrina jazz - Castelnuovo V.C. (PI)  1944 -1951





Mia madre mi racconta da molti anni, con la stessa nostalgia, i giorni felici della sua infanzia e della sua gioventù. Sono episodi a volte dolorosi, quasi sempre sereni, scanditi dal trascorrere del tempo misurato non in mesi ed anni, ma  stagioni, giorni e notti, pioggia e sole. Le "veglie" contadine, serate trascorse al tepore dei camini, a raccontare storie, a cucire, a riparare attrezzi per la stagione della semina, sono uno dei temi più ricorrenti nel suo racconto. I suoi ricordi sono tanto vivi, mentre li ripercorre con il cuore tremante, tanto netti e limpidi che sembra anche a me di averli vissuti, di essermi scaldata al calore di quel fuoco, consolata al dolce ricorrere di quella serale consuetudine. Questa poesia, tratta dalla raccolta "La cometa Swan" di Carlo Groppi (2007), è un piccolo cantico  a quel tempo a me sconosciuto, la cui cristallina nitidezza scolpisce ancor più a fondo nel mio cuore i tratti di un'identità remota insostituibile.





Painting: Emile Friant
Music: Benny Goodman, South of the border



 Strani folletti, i rimpianti...




Mio padre ultraottantenne rimpiange i suoi quattordici anni.
“Quando avevo 13, 14 anni ero libero, spensierato, felice come non sono mai più stato nella mia vita”.
Essendo del 1929, i suoi quattordici anni caddero nel 1943. Non esattamente un anno facilissimo.
C’era la guerra, la famiglia di mio padre era sfollata, come tante.
Si aveva un vestito e un paio di scarpe per tutto l’anno e quindi meno si usavano meno si consumavano.
Si mangiava quello che c’era, ringraziando comunque.
Per andare a scuola, mio padre e suo fratello dovevano percorrere quotidianamente a piedi sei chilometri all’andata e altrettanti al ritorno, prevalentemente attraverso i campi. Sotto il sole o sotto la pioggia. Cercando di non sciupare troppo i vestiti. E le scarpe. Andando anche scalzi, dove possibile. Correndo tutti i giorni il rischio di saltare su una mina inesplosa. O di farsi sorprendere da un bombardamento in piena campagna.
Quattordici anni dando calci a un pallone di stoffe ormai troppo logore anche come stracci, pressate e tenute insieme da due giri di spago.
Con il permesso di usare (per poco tempo e con molta attenzione) la bicicletta, soltanto quando non serviva per le esigenze della famiglia.
Quattordici anni correndo dietro un cane sino allo sfinimento, giocando con lui nel fango, rotolandosi nell’erba e talvolta addormentandosi assieme vicino alla cuccia.
Con la sfrontatezza di fare (senza permesso, ovviamente) visite notturne nel cimitero del paese, per regalarsi il brivido del proibito e avere qualcosa da raccontare agli amici.
Non esistevano l’acqua corrente, la tv, internet, il cellulare. L’automobile e gli elettrodomestici erano un lusso alla portata di pochissimi.
C’erano la fame, il freddo, la paura e tantissima incertezza.
Ma sono bastati il sole, l’aria, la libertà e la fantasia per rendere quei quattordici anni irripetibili e indimenticabili agli occhi di un antico bambino.
Ms


Painting:Ozias Leduc,Boy with bread
Testo originale: Mansardo


sabato 18 dicembre 2010

...aria di neve...






Music: Franco Battiato, Aria di neve

"La donna è mobile" il Duca di Mantova - Vittorio Grigolo



Il Duca di Mantova è un personaggio di grande impatto, specialmente in questo allestimento; inutile dire che la scelta di Grigolo per questo ruolo è perfetta non solo dal punto di vista vocale, ma anche da quello della presenza scenica. Nella sua interpretazione c'è tutta la spavalderia dell'uomo di potere, del signore, consapevole della propria autorità, arrogante e distaccato rispetto ai turbamenti psicologici ed amorosi che caratterizzano gli altri personaggi di quest'opera. Questo distacco, così ben rappresentato, mi ha fatto pensare immediatamente ai ritratti maschili di Tiziano.. figure dipinte evidenziandone il portamento nobile, lo sguardo intenso e, per l'appunto, distaccato, vestite in abiti scuri: Il costume stesso del Duca ne riprende i motivi più ricorrenti, dalla casacca pesante a vita stretta, alla camicia quasi senza collo e ricca di pieghe. E' molto efficace anche l'invenzione di porre le due figure di Rigoletto e Gilda in pieno campo, le spalle rivolte verso lo spettatore.. un espediente, usato in pittura per aumentare la profondità del dipinto, che qui mantiene perfettamente integro il collegamento visivo tra i protagonisti della scena.



Mantova , 4-5 set 2010 Rai
Rigoletto Placido Domingo
Gilda Julia Novikova
Il Duca di Mantova Vittorio Grigolo
Sparafucile Ruggero Raimondi
Maddalena Nino Surguladze
RAI Orchestra
Zubin Mehta - Marco Bellocchio - Vittorio Storaro

Painting: Tiziano, Ritratto di uomo con un guanto (1520 ca)

venerdì 17 dicembre 2010

"...nostalgia dell'universale bellezza..."

Vincent van Gogh - Notte stellata - Disegno

La notte della cometa

Inaspettata la cometa Swan
ha solcato
il settore di questo cielo d'autunno
mentr'io miravo i Cani da caccia
tra l'Orsa Maggiore e Bootes,
pensando a mio padre
e allo stupore che provava a scrutare
le stelle
nelle belle notti serene;
così t'ho sentita entrare nel mio cuore
nostalgia dell'universale bellezzza, misteriosa forza
dell'amore impossibile.

Carlo Groppi




Louise Fribo and Danish Chamber Players: "Lascia ch'io pianga" G.F.Händel

giovedì 16 dicembre 2010

"Every good painter paints what he is." J.P.

Jackson Pollock 
(Photograph by Arnold Newman)

I have no fear of making changes, destroying the image, etc., because the painting has a life of its own.
Jackson Pollock


"Non ho paura di apportare cambiamenti, distruggere l'immagine, ecc., perché il dipinto possiede una sua propria vita."
Jackson Pollock



 
Ed Harris interpreta Jackson Pollock 
("Pollock", regia Ed Harris, 2000) 

Tra i suoni che amo...uno




Tratto da: La belle noiseuse, Jacques Rivettes, (1991)

mercoledì 15 dicembre 2010

martedì 14 dicembre 2010

In love with Shakespeare (6)




 Sonnet XXII

My glass shall not persuade me I am old,
So long as youth and thou are of one date;
But when in thee time's furrows I behold,
Then look I death my days should expiate.
For all that beauty that doth cover thee,
Is but the seemly raiment of my heart,
Which in thy breast doth live, as thine in me:
How can I then be elder than thou art?
O! therefore love, be of thyself so wary
As I, not for myself, but for thee will;
Bearing thy heart, which I will keep so chary
As tender nurse her babe from faring ill.
Presume not on thy heart when mine is slain,
Thou gav'st me thine not to give back again.


Sonetto 22


Lo specchio non mi convincerà che sono vecchio,
finché tu e giovinezza avrete la stessa età;
ma quando in te io scorgerò i solchi del tempo
attenderò che morte dia pace ai giorni miei.
Poiché tutta la bellezza che ti inonda
altro non è che degna veste del mio cuore
che vive nel tuo petto, come il tuo nel mio:
come potrei dunque esser io più vecchio?
Perciò, amore, abbi cura di te stesso
così come io farò, non per me, ma per te
custodendo il tuo cuore che terrò così prezioso
qual tenera nutrice il suo bimbo da mal protegga.
Non sperare nel tuo cuore quando il mio sarà distrutto:
tu mi hai donato il tuo non per averlo indietro.



Testo: The anazing web site of Shakespeare's sonnets
 Traduzione italiana:Shakespeare Web
Painting: Franz Eybl




Music: Franco Battiato, La stagione dell'amore


L'importanza del ripensamento


Il mio modo di guardare la Pittura è cambiato nel corso del tempo, all'inizio mi piaceva soprattutto riempirmi gli occhi di colore: rimanere in silenzio davanti ad un dipinto significava rendere colorato e nuovo il mondo che avevo intorno. Poi ho cominciato ad ascoltare le persone che, come me, si avvicinavano ai dipinti, agli affreschi con passione ed amore, così ho imparato che dietro un dipinto ci sono molte storie, intrecciate fra loro, un lungo percorso che conduce fino a ciò che tutti possono vedere sulla tela o sulla parete incisa. Il profumo delle tavole di tiglio, che ho visto preparare per essere dipinte.. la cera naturale e l'essenza di trementina... il profumo dell'olio di lino per stemperare i colori.. oppure l'incisione nell'arenino fresco e scuro, ancora bagnato, solcato da un punteruolo che segue i puntini di carboncino che lo "spolvero" lascia sulla parete...tutte queste azioni fondamentali per la costruzione di un dipinto, non sono nulla ai miei occhi se confrontate con il "ripensamento": la traccia lasciata su un quadro o su un affresco dal pittore, che decide di modificarne le caratteristiche o gli elementi in corso d'opera. Il primo della mia vita ho potuto ammirarlo grazie ad una persona a me molto cara, eccellente e colta guida, che mi ha accompagnato a visitare la Libreria Piccolomini, nel Duomo di Siena. Inutile dire che tutto in quell'esiguo ambiente è un'opera d'Arte, dal pavimento, alle bacheche dove sono conservati i codici miniati, alle parerti affrescate dal Pinturicchio, che illustrano momenti della salita al soglio pontificio di Enea Silvio Piccolomini con il nome di Pio II; proprio su una di queste pareti mi fu mostrato un ripensamento del Pinturicchio, non ricordo in quale degli affreschi, ma ricordo che riguardava la posizione del piede di uno dei molti gentiluomini che ne affollano le scene. Mi fu mostrato ed io sul momento non ne compresi il valore.. anzi mi sembrò un errore mal celato, visto che la traccia lasciata dall'incisione originale, poi cambiata spostando l'inclinazione del piede, era ancora piuttosto visibile. Allora la mia guida mi spiegò che quella traccia era molto importante, perché era il segno tangibile del "pensiero vivo" del pittore.. l'attimo in cui ciò che era stato concepito aveva cambiato espressione, linguaggio, prospettiva. All'improvviso tutto assumeva un significato più complesso ed io mi rendevo conto di trovarmi di fronte ad un gesto preciso, compiuto dal pittore seguendo l'evoluzione di un ragionamento. Mi sono commossa molte volte al cospetto di una di queste tracce viventi, e continuo a pensare che siano la più emozionante prova della grandezza dell'Arte, del suo comunicare da lontano, il vero messaggio della pittura oltre la perfezione, oltre lo stile e la bellezza che toccano il cuore... l'incontro inaspettato con l'anima di  un capolavoro.


Image: Gli affreschi del Pinturicchio nella Libreria Piccolomini nel Duomo di Siena

lunedì 13 dicembre 2010

venerdì 10 dicembre 2010

"Bella figlia dell'amore" Il Duca di Mantova - Vittorio Grigolo





Il "chiaroscuro" è il padrone assoluto di questa scena del "Rigoletto" in cui il Duca esegue la famosa aria "Bella figlia dell'amore". Pensare al seicento, alla pittura di genere, è naturale per me; le figure sono sottolineate dalla luce della fiamma viva ed il rosso dell'abito di Maddalena è tipico di molti dipinti di quel periodo, influenzati dalla grande lezione di Caravaggio. La scena è splendida, vari punti luce sono disseminati intorno ai protagonisti, che esprimono perfettamente e con uno stile per niente datato il carattere fortemente sensuale di quest'aria verdiana. Mi piace moltissimo l'accorgimento, anch'esso rubato alla pittura, di inserire i due protagonisti principali in uno spazio a destra dello schermo, che in pittura ospita di solito le figure dei commitenti o l'antefatto del tema del dipinto. In questo modo è possibile godere della performance di tutti i cantanti, senza stacchi eccessivi della camera, come se si trovassero su un più ampio e consono palcoscenico.


Mantova , 4-5 set 2010 Rai
Rigoletto Placido Domingo
Gilda Julia Novikova
Il Duca di Mantova Vittorio Grigolo
Sparafucile Ruggero Raimondi
Maddalena Nino Surguladze
RAI Orchestra
Zubin Mehta - Marco Bellocchio - Vittorio Storaro


giovedì 9 dicembre 2010

"L'incanto del lago"



Si narra che sul limitare di una fitta foresta, abitata dalle Fate, ci sia un bellissimo lago incantato, dalle cui acque ogni giorno all'alba una fanciulla emerge cantando...



Photograph: Antonio Andreatta
Music: Amazing Blondel, Cawdor

martedì 7 dicembre 2010

Da un mare di parole

Caspar David Friedrich


Naufragio

Ho incontrato un poeta
l'ho visto passare davanti a me
sulla sua barca ricostruita
gli occhi come due raggi di sole, lontani sul mare
l'ho guardato senza paura
e per lui ero sabbia su cui camminare

Con passi d'amore, ma senza vedermi
mi ha lanciato la sua cima corrosa dal sale
che ho afferrato
come un serto di clematide che cerca sostegno
timorosa del vento e delle nuvole ancora lontane
 
Mi ha portato su onde che nascondono 
il baratro dell'anima
e me ne ha spiegato la bellezza, con parole nuove
mi ha toccato il cuore e mi ha chiesto pensieri
mi ha preso silenzi e ne ha fatto madrigali ...
poi, come una foglia in corrente,  è scivolato via
sulla sua barca ricostruita 
lasciandomi una finestra 
aperta nel palmo della mano...
e un'onda lunga e gentile del suo mare 
per ritornare a riva.





Samuele Bersani,  "Pescatore di asterischi"

In love with Shakespeare (5)

Jan Van Eick "Il ritratto dei coniugi Arnolfini" Particolare

 Sonnet  XXX.

When to the sessions of sweet silent thought
I summon up remembrance of things past,
I sigh the lack of many a thing I sought,
And with old woes new wail my dear time's waste:
Then can I drown an eye, unused to flow,
For precious friends hid in death's dateless night,
And weep afresh love's long since cancell'd woe,
And moan the expense of many a vanish'd sight:
Then can I grieve at grievances foregone,
And heavily from woe to woe tell o'er
The sad account of fore-bemoaned moan,
Which I new pay as if not paid before.
But if the while I think on thee, dear friend,
All losses are restored and sorrows end.


Il Sonetto 30 secondo Kenneth Branagh...



Il Sonetto 30 secondo... me

Quando il pensiero silenzioso e dolce mi chiama
Invito i ricordi delle esperienze passate
Rimpiango le molte cose cercate e mancate
E ancora perdo il mio prezioso tempo in lontane pene

Allora i miei occhi si riempiono di insolite lacrime
Per i cari amici sperduti nell'infinita notte della morte
E nuovamente piango  antichi amori
E soffro d'aver perduto  tanti sguardi

Quindi patisco offese del passato
E faticosamente di pena in pena riconteggio
Il triste elenco delle offese sofferte
Che pago ancora come mai saldato

Ma se soltanto io ti penso, amico caro
Ciò che è perduto è reso e il dolore ha fine

lunedì 6 dicembre 2010

Il tratto della poesia

William Butler Yeats    by John Singer Sargent

Improvvisa poesia







Ci sono molti modi di comporre poesia: versi, note, immagini, silenzi. Ogni goccia preziosa che si stacca dalla grondaia, quando la neve si scioglie, è un canto alla bellezza e alla perfezione... parla al cuore di chi vede e dice come siano poesia tutte le cose, grandi, minuscole, colorate o buie, lucenti o sommerse... bello che la poesia ci sia, adesso, qui, mentre ci siamo anche noi... bello sapere quanto si lasci scoprire, gentile e mite... paziente in attesa agli angoli del cuore. A volte la si intravede negli occhi di chi si ama, di coloro che amano... allora, pur desiderando guardarla, si socchiude piano la porta e ci si allontana in punta di piedi, grati che abbia incrociato il nostro cammino.

domenica 5 dicembre 2010

"... in una calda luce di giacinto e d'oro."

Frederick Leighton    Flaming june



Invito al viaggio


Ti invito al viaggio
in quel paese che ti somiglia tanto.
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati
hanno per il mio spirito l'incanto
dei tuoi occhi quando brillano offuscati.
Laggiù tutto é ordine e bellezza,
calma e voluttà.
Il mondo s'addormenta in una calda luce
di giacinto e d'oro.
Dormono pigramente i vascelli vagabondi
arrivati da ogni confine
per soddisfare i tuoi desideri.
Le matin j'écoutais
les sons du jardin
le langage des parfums
des fleurs.

Franco Battiato




venerdì 3 dicembre 2010

Creazione





Appena i miei occhi si sono posati su questa immagine ho provato un autentico colpo di fulmine, ma chi ha già avuto il piacere di visitare la splendida raccolta di Antonio Andreatta, in cui questo capolavoro è esposto, sa perfettamente che vi si incontrano innumerevoli occasioni di vero e proprio innamoramento. L'occhio esperto e sensibilissimo di questo grande fotografo possiede la rara capacità di immortalare , sia in esseri viventi che in paesaggi o elementi naturali, l'attimo esatto in cui esprimono al massimo l'energia primordiale e misteriosa che li pervade, l'essenza della loro natura, l'istante indistinguibile che ci permette, attraverso lo sguardo, di percepirne la bellezza pura e di indirizzarla al cuore. Antonio mi ha gentilmente concesso di utilizzare questa splendida fotografia, che rimane per me la miglior rappresentazione di ciò che accade nel cuore degli esseri umani, quando l'Amore vi entra con tutta la sua potenza e fragilità... come questi fulmini, che nel fragore della creazione, squarciando il cielo, oltrepassano il limite udibile del suono e diventano un fragile, breve e prezioso silenzio.



Per Antonio.

giovedì 2 dicembre 2010

"Questa o quella" Il Duca di Mantova - Vittorio Grigolo



Queste immagini sono tratte da un memorabile allestimento di "Rigoletto" di quest'anno curato per la parte registica da Marco Bellocchio. Nell'intero lavoro si possono trovare molte citazioni pittoriche, in questo caso io vedo un richiamo fortissimo alla pittura di Maniera ed in particolare alle atmosfere dorate di un dipinto del Rosso Fiorentino, "Madonna col Bambino e Santi", conservato  presso la Galleria degli Uffizi a Firenze.

Rosso Fiorentino - Madonna col Bambino e Santi (1518ca)
































Mantova , 4-5 set 2010 Rai
Rigoletto Placido Domingo
Gilda Julia Novikova
Il Duca di Mantova Vittorio Grigolo
Sparafucile Ruggero Raimondi 
Maddalena Nino Surguladze
RAI Orchestra
Zubin Mehta- Marco Bellocchio - Vittorio Storaro

mercoledì 1 dicembre 2010

E' arrivato il nostro dicembre...

Franz Skarbina
Buon Dicembre a tutte le persone care, gentili, disponibili e geniali che ho incontrato qui, perché insieme a Dicembre inizi un lungo periodo di dolcezza e di serenità, il più duraturo possibile...red



Sante Nicola

E’ arrivato il nostro dicembre
di luci e di attese
di comignoli e calze appese
in una stazione ovattata di neve
il tuo arrivo leggero
nel cuor della notte
attorno a un bidone di fosforo
e luce di fuoco fatato
E’ arrivato guaiendo
con una stola di cani randagi
ed una scatola di cerini
e lumini accesi
Sante Nicola ci ha portato
in dono le parole
per parlarci e scaldarci
il cuore
che poverta’ non sapersi parlare
e vedersi passare
vicini e muti
chiusi nel rancore
La pioggia si è fatta neve
e non ferisce ma bagna
e come manna morbida
ci consola..
Sante Nicola
ci ha portato parole incartate
e scritte e parlate
per dircele davvero
queste parole d’amore
Nel silenzio che ci aveva vinti
silenzio di anni
per quanto ghiaccio e freddo
ci fosse nel cuore..
Sante Nicola ci ha portato
in dono le parole
per spiegarci e scaldarci
come castagne e vino
tenerci vicino
La pioggia si è fatta neve
e non ferisce ma bagna
e ha portato parole
scritte e parlate
per quanto groppo e freddo ci fosse nel cuore..
Sante Nicola ci ha portato in dono
le parole per scaldarci e trovarci ancora...

Vinicio Capossela


Fonte testo